Arriva quest’anno al traguardo della quindicesima edizione regalandosi (e regalando) un cartellone d’eccellenza e aprendo in anticipo i festeggiamenti con sei date già sold out e quattro ridotte alla conta degli ultimi biglietti disponibili.
Edizione 2026
Quando mancano esattamente due settimane all’inizio di «Tener-a-mente», sono 22.500 i ticket già acquistati complessivamente per il Festival del Vittoriale contro i 17mila del 2025, per una richiesta che a parità di concerti si fa ogni anno più consistente. Come estesa è la geografia di un pubblico che si appresta a convergere a Gardone Riviera da ben 52 paesi del globo.
Un’edizione, quella che si protrarrà dal 26 giugno al 31 luglio e con una inedita propaggine autunnale a settembre, che conferma il taglio musicale trasversale e la vocazione internazionale. Merito della direzione artistica, saldamente nelle mani di Viola Costa che, affiancata dalla sorella Rita sul fronte produzione e marketing, a illustrato ieri il palinsesto durante la conferenza stampa ospitata in Broletto.
Indie
«Spazio come sempre alla musica indie, consentendoci un termine forse troppo abusato ma che ben inquadra alcune band ospiti, come gli islandesi Of Monsters and Men, cui è affidata la serata inaugurale del 26 giugno, con pochi biglietti ancora disponibili, i britannici Two Door Cinema Club, attesi con entusiasmo il 27 luglio e l’inossidabile Chet Faker (24 luglio).
Sono già esauriti i biglietti del 29 luglio per il ritorno, dopo 10 anni, dei Kings of Convenience col loro indie-folk minimalista».
Jazz
Ampio spazio al jazz, «nostro punto di partenza artistico» rammenta Viola Costa. Il 16 luglio si rivede per la terza volta Diana Krall, mentre era più che scontato il sold out per Stefano Bollani All Star (16 luglio), il progetto che raduna su un palco tutti i big della scena jazz italiana in un compendio di generazioni.
Esauriti anche i biglietti ordinari per i Beat (30 giugno), la superband che omaggerà gli anni d’oro dei King Crimson; mentre la scommessa del 2026 si chiama Esperanza Spalding (8 luglio), «una contrabbassista statunitense dalla formazione tecnica straordinaria. Già dieci anni fa il mondo del jazz la indicava come un astro nascente assoluto. All’epoca avevamo già pensato di invitarla, ma i tempi non erano maturi per un palco di questa portata. Oggi è una star a livello mondiale e il suo ritorno in Italia, proprio al Vittoriale, è una grande sfida».
Tutto esaurito
Si conferma invece una certezza LP che, dopo il sold out dei record nel 2017, ha replicato quest’anno per la data dell’11 luglio.
Il cartellone si completa col terzetto della musica italiana: tornano Daniele Silvestri (4 luglio) e Niccolò Fabi (31 luglio), mentre Coez con quattro date, tre delle quali già esaurite (25, 26 luglio; 1 e 2 agosto) si conferma scommessa già vinta di questa edizione.
«È un artista che parla a un pubblico prevalentemente giovane e giovanissimo e che ha ideato un tour speciale che toccherà esclusivamente i teatri di pietra in tutta Italia. Il suo concerto diventa un’opportunità culturale straordinaria per i ragazzi, che avranno l'occasione di frequentare un teatro antico forse per la prima volta nella vita» auspica Costa.
Più luce!
A compendio, torna il 12 luglio «Più luce!», appuntamento a ingresso gratuito che omaggio l’arte del padrone di casa D’Annunzio attraverso una lettura di poesie per voce degli attori Lucia Limonta e Simone Tudda e il frizzante contrappunto sonoro dei Rusty Brass. Tema di questa ottava edizione, «Benedetti gli istanti».
A settembre
Infine la novità assoluta, illustrata da Rita Costa, è l’appendice settembrina «Equinozio» che quest’anno sarà appannaggio totale, per ben dieci date fra il 4 e il 16 settembre, di Biagio Antonacci.
Un capitolo autunnale nato per volontà delle sorelle Costa con l’obiettivo di trovare nuovi spazi di espansione a un festival che, pondera Rita, «dopo anni di grandissima crescita relativamente a quinto ci consente l’architettura dell’Anfiteatro, con riferimento ai posti a sedere e alla dipendenza dal meteo. Giordano Bruno Guerri ci chiede con insistenza da anni i Rolling Stones. Io li vorrei, ma ci servirebbe un aiutino dall’alto». Il promoter Adolfo Galli è avvisato.




