El Topo Grand Hotel compie 25 anni: il disco dei Timoria che fece storia

Omar Pedrini celebrerà all’Alcatraz l’album manifesto vita post-Renga: ecco perché è così importante
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

I Timoria ai tempi del disco El Topo Grand Hotel - © www.giornaledibrescia.it
I Timoria ai tempi del disco El Topo Grand Hotel - © www.giornaledibrescia.it

Il dato di cronaca è che mercoledì 11 novembre (inizio alle 21) Omar Pedrini, con la propria band di supporto, festeggerà i 25 anni dell’uscita del disco dei Timoria El Topo Grand Hotel con un concerto nello storico club milanese Alcatraz. I biglietti – posto unico in piedi – sono in vendita a 34,50 euro sul circuito VivaTicket. Da un punto di vista meramente temporale, sarà una celebrazione leggermente sfasata, dato che l’ottavo (e penultimo) lavoro da studio della band bresciana era uscito il 16 febbraio 2001.

La band bresciana

Il progetto è interessante, anche solo per il fatto che verrà riportato in vita uno dei prodotti pop (musicalmente parlando, e in senso lato) bresciani di maggior spessore di sempre. El Topo Grand Hotel, infatti, è considerato il più grande successo commerciale della band capitanata dal chitarrista e songwriter Omar Pedrini (oggi cinquantanovenne) e dal cantante Francesco Renga (58 anni compiuti il 12 giugno scorso).

Quest’ultimo, però, all’epoca dell’lp in questione era già fuoriuscito dai ranghi del gruppo del quale facevano invece ancora parte, insieme a Pedrini, il bassista Carlo Alberto «Illorca» Pellegrini (il soprannome, un tributo al brescianissmo, e mompianese, slang Trancorio), Diego Galeri alla batteria, Enrico Ghedi alle tastiere. Pippo Ummarino suonava le percussioni. Davide Sasha Torrisi era diventato una delle due voci principale dei Timoria (l’altro cantante era proprio Pedrini) da dopo la separazione con Renga, risalente al 1998.

Insomma, parlando di lavori originali, e quindi non considerando la raccolta – sempre del 1998 – Senzatempo (dieci anni), El Topo Grand Hotel è il secondo lp dei Timoria senza Renga, dopo l’album 1999. Raggiunge la posizione numero 21 delle classifiche (oltre 50mila le copie vendute). Vale il terzo, e ultimo, disco d’oro della carriera della band, che si scioglierà dopo Un Aldo qualunque sul treno magico, uscito nel 2002. Versante live, nel periodo del «Topo» i Timoria si concedono il massimo bagno di folla della loro vita artistica il 21 luglio 2001, quando aprono – allo stadio Delle Alpi di Torino – il live degli U2, impegnati all’epoca nell’Elevation Tour.

Il valore

El Topo Grand Hotel è probabilmente un disco che oggi «non potrebbe succedere». E per oggi s’intende nell’universo musicale e discografico attuale. Che, sarà poco originale dirlo, vive d’immediatezza e di successi che si consumano nel volgere di pochissimo tempo. Se adesso – per farla breve – si vive l’epoca dei brani che devono avere un inciso buono per imperversare su TikTok, elemento che porta anche a una sorta di appiattimento della varietà dei generi (a queste latitudini pop e scena urban fanno la parte del leone), nel 2001 le cose erano piuttosto diverse. E, ad esempio, poteva capitare che una band – come nel caso dei Timoria – trovasse la propria stagione dell’oro (a livello di visibilità e sul piano commerciale) all’ottavo disco e non al primo. Senza lo storico frontman, nel frattempo diventato un solista di successo.

OmarPedrini - © Alessandro Santoru
OmarPedrini - © Alessandro Santoru

Omar Pedrini non aveva vent’anni. Quando usciva El Topo Grand Hotel ne stava per compiere 34. Più in generale, basandosi sui rilievi del sempre interessante sito Hitparadeitalia.it, la fotografia dei brani più forti del 2001 è molto variegata. La dance di Kylie Minogue (Can’t Get You Out Of My Head), il pop ultra-radiofonico di Valeria Rossi (Tre parole, successo di quell’estate), la musica internazionale dei ex membri di boy e girl-band Robbie Williams (Eternity) e Geri Halliwell (It’s Raining Men). Il nu-metal dei Linkin Park. Il pop etnico di Manu Chao (Me Gustas Tù). Le sperimentazioni di Damon Albarn con i Gorillaz (Clint Eastwood). Il grande rock internazionale degli U2 (Elevation). Il post brit-pop, quasi new acoustic movement, dei Travis (Sing). E via dicendo... Mtv (il canale italiano era stato inaugurato nel 1997 e sarebbe di fatto scomparso nel 2015) era letteralmente la fonte catodica «totale», specialmente – ma non solo – per gli adolescenti.

Contesto

In questo contesto i Timoria tirano fuori un disco gioiello, manifesto della loro vita post-Renga. Abbandonate sonorità rock più pesanti, piattaforma ideale per le evoluzioni vocali del frontman che aveva intrapreso un percorso in solitaria, Pedrini guarda maggiormente all’indie e al pop, quest’ultimo inteso nell’accezione più nobile del termine. La strada era già stata sperimentata nel precedente disco, 1999. Nel «Topo» tutto s’allinea, anche e soprattutto sotto il segno della grande ispirazione creativa di Pedrini. Il concept album ispirato al film del 1970 El Topo del regista e poeta cileno Alejandro Jodorowsky è composto da 19 tracce. Tre i singoli. Nell’ordine Sole spento, Mexico (con featuring degli Articolo 31) e Mandami un messaggio.

Vale la pena soffermarsi in modo particolare sul primo estratto, pubblicato il 2 febbraio. Il video, un capolavoro nel capolavoro, è ambientato a Roma, il 13 febbraio 1971. Colori opachi, effetto vintage, è una specie di piccolo film poliziesco, con Pedrini protagonista. Tra la coda dell’inverno e la primavera del 2001 era in heavy rotation su Mtv. Ancora oggi può essere considerato, se non il migliore, uno dei migliori brani dei Timoria. E, a dire il vero, di tutto il filone alternative-rock italiano che, tra gli Anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, viveva il proprio periodo di maggior fulgore. Un’epoca simile non sarebbe mai più tornata. Forse quello fu davvero il canto del cigno. Oggi le rock band, più che dettare la via, sembrano ritrovarsi costrette a sopravvivere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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