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Che sia Timoria, anche solo una volta: il sogno dei «senza vento»

Adesso che Renga, verso Sanremo, ha riaperto la porta dei ricordi e Pedrini ci ha buttato un occhio, i fan fanno il tifo per una reunion
I Timoria in una foto d'archivio: da sinistra in alto Pedrini, Renga, Pellegrini, Galeri e Ghedi
I Timoria in una foto d'archivio: da sinistra in alto Pedrini, Renga, Pellegrini, Galeri e Ghedi
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Lo dico subito a scanso di equivoci. Sono di parte, sono tremendamente di parte. Un po' come quando gioca l'Italia, o il Brescia.

Da anni sogno una reunion dei Timoria, ne ho parlato allo sfinimento a colleghi, amici, allo stesso Omar Pedrini l'ultima volta che ho avuto il piacere di incontrarlo a Milano. E adesso che Francesco Renga ha girato la maniglia della porta dei ricordi per aprire uno spiraglio e Omar, seppur con tutti i dubbi del caso, ha deciso di buttarci dentro un occhio, chi come me fa parte della «Generazione Senza Vento» ed è salito centinaia di volte sulla «Nave», non può che diventare uno dei capi ultrà di coloro che fanno il tifo perché tornino insieme.

Anche solo per un ultimo giro, ma che avrebbe ugualmente qualcosa di magico.

Hanno deciso di farlo i Litfiba, i Csi, i Bluvertigo negli ultimi mesi e sicuro dimentico qualcuno. C'è un aspetto economico? Ovvio, negarlo sarebbe ipocrisia. Ma c'è anche voglia di rock vero, che non sfoci solo nella nostalgia. O nel desiderio di ritrovare certe sonorità che oggi mancano, come se ci fosse una casella vuota, un vinile senza tracce.

La musica si evolve, i gusti cambiano, l'autotune imperversa: ci sta tutto, compresa però la voglia di un viaggio nel passato magari per capire meglio il presente. O anche per chi vive il presente di apprezzare il passato.

Ha ragione Renga quando dice che Pedrini «scriveva e scrive da dio». Ha ragione anche chi sostiene (presente!) che al di là della strada intrapresa Francesco resti una delle voci più belle del rock italiano. Ed è una cosa che ti rimane dentro, sempre.

E allora perché no? Che sia un viaggio acustico modello Page&Plant come ipotizzato da Omar, che sia un giro di palco insieme al «maestro» Enrico Ghedi e a Diego «picchia di più» Galeri, insieme al sorriso de Illorca. Insomma, basta che sia Timoria. Ancora una volta. Perché è così, siamo pronti «per volare senza vento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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