C’è un territorio che non si limita a custodire i propri segni più antichi, ma che continua a farli parlare con i linguaggi del presente: musica, teatro, satira, fumetto, cucina e racconto. La Vallecamonica ospiterà, dal 2 agosto al 18 dicembre, la ventiquattresima edizione del festival «Dallo Sciamano allo Showman», iniziativa che trasforma il patrimonio rupestre e identitario camuno in un laboratorio culturale aperto, capace di muoversi tra i paesi camuni ma anche di arrivare fino a Roma e oltre. L’edizione 2026 sarà dedicata a Sergio Secondiano Sacchi, storico direttore artistico del Club Tenco, scrittore, poeta, traduttore e compagno di strada del festival, scomparso a febbraio.
Il cartellone
A presentare il programma è stata ieri Nini Giacomelli, direttrice artistica e anima della rassegna insieme a Bibi Bertelli. «Tutti hanno detto sì a questo festival – ha sottolineato –. Il momento più intenso sarà il 19 e 20 settembre, con due appuntamenti dedicati a Sacchi». A Sonico Alberto Patrucco porterà in scena «Sacchi, a parte», spettacolo di monologhi e canzoni; il giorno successivo, al teatro San Filippo di Darfo, il concerto «Canzone d’autore: quando la poesia viaggia in tradotta», assegnando, postumo, il Premio Sergio Sacchi a David Riondino (sul palco ci sarà la sorella Chiara).
Il festival prenderà il via il 2 agosto a Paspardo con il concerto «Gabriella Martinelli live». Seguiranno, tra gli altri appuntamenti, le Piccole Shomanerie dedicate anche ai bambini e poi due eventi a Pisogne, l’8 con «Il gatto con gli stivali, Re e Regina, Orco e Manovali»; il 14 con il concerto del senegalese Badara Seck con Band Penc. A seguire il 23 agosto al castello di Breno Paolo Bornatici con «C’era una volta il centro storico», il 5 settembre a Cedegolo «Canzoni, pernacchie e giullarate», omaggio a Dario Fo nel centenario della nascita, il 10 settembre al Giardino di Breno Syria e Massimo Germini, e il 18 alla pieve di San Siro a Capo di Ponte Andrea Mirò ed Enrica Tesio.
Il concorso e le scuole
Dentro la rassegna torna anche il Premio nazionale Sergio Staino-Pitoon, giunto alla terza edizione e dedicato al fumetto e alla narrazione visiva legati alle incisioni camune (candidature entro il 10 agosto, mentre il 10 e l’11 settembre a Breno il convegno, la premiazione e l’inaugurazione della mostra «Bibi & Bobo la coppia più bella del mondo»). Tra settembre e novembre è in programma, poi, un calendario di matinée dedicate alle scuole, mentre a fine anno sono previste due mostre. A novembre a Finale Ligure, nel complesso monumentale di Final Borgo, sarà allestita «Bobo e la Valle dei Segni»; a Roma, dall'11 al 18 dicembre, la Kou Gallery ospiterà «Kamún e Pitot e la valle dei segni» di Giorgio Tura.
Il valore del festival è stato rimarcato anche dalle istituzioni. Per Priscilla Ziliani, assessora in Comunità montana, il progetto continua a «valorizzare le radici camune e le nostre origini, rivisitandole per nuovi pubblici e linguaggi», mentre per Ivan Markus, presidente della fondazione Valle dei Segni, è «un tassello importante nel percorso di candidatura della Valcamonica a Capitale italiana della cultura 2029». Sergio Bonomelli, presidente del Gic Unesco, ha ricordato invece come «Lo Sciamano» sia «il festival più longevo della Valle, capace di rappresentarla e portarla oltre i suoi confini». Tra le novità, il ritorno a settembre del Piatto dello sciamano promosso con l’Associazione ristoratori Valcamonica-Sebino.



