Il lago fa squadra sulla candidatura del Garda a Capitale italiana della Cultura 2029. E così la nostra provincia, da cui era già emersa la proposta della Valcamonica, si trova con due aspiranti al titolo. Lanciata dal Comune veronese di Bardolino, che aveva annunciato l’avvio del percorso lo scorso gennaio, l’iniziativa ha poi allargato lo sguardo all’intero bacino su impulso della presidente della Comunità del Garda, la senatrice Mariastella Gelmini, che fin dal primo incontro con il sindaco del centro veronese, Daniele Bertasi, aveva sostenuto «la necessità che tutti i Comuni gardesani, dal Veneto alla Lombardia fino al Trentino, fossero protagonisti, con una candidatura rappresentativa dell’intero lago, in piena sintonia con la visione di area vasta che la Comunità del Garda porta avanti da anni».
Continua Gelmini: «La candidatura rappresenta un’occasione straordinaria per affermare una visione moderna del Garda: un territorio che sa fare rete, mettere a sistema le proprie eccellenze e presentarsi come un’unica destinazione culturale». Per Gelmini «la cultura è il filo che tiene insieme le nostre comunità ed è lo strumento più efficace per rafforzare un’identità che esiste da sempre».
Istituzioni
È da questa prospettiva che la Comunità sostiene la candidatura. Il progetto ha inoltre ottenuto l’endorsement della Regione Veneto, con l’approvazione in Consiglio regionale, lo scorso 23 giugno, di una mozione a sostegno della candidatura, in vista della presentazione del dossier al Ministero della Cultura, prevista per settembre. Un sostegno importante, aveva sottolineato il sindaco di Bardolino, «anche sotto il profilo operativo, perché garantisce il supporto di competenze, strumenti e relazioni istituzionali fondamentali per costruire un dossier competitivo».

Nel frattempo, come auspicato da Gelmini, il progetto ha ampliato i propri confini, guardando oltre la sponda veronese (che, peraltro, si era già giocata la candidatura per il 2028 con Valeggio sul Mincio, esclusa lo scorso gennaio dalle dieci città finaliste), ottenendo manifestazioni di sostegno anche dalla riviera bresciana e trentina, oltre che dall’area mantovana.
Operatori
Ora arriva un’ulteriore appoggio alla candidatura, da parte di Garda Unico, l’agenzia turistica istituzionale che promuove il lago come destinazione unitaria attraverso la sinergia tra Garda Dolomiti Spa per il territorio trentino, Destination Verona & Garda Foundation per la sponda veneta e il Consorzio Lago di Garda Lombardia per il versante bresciano.
«La candidatura interpreta una visione del Garda che sentiamo profondamente nostra», afferma la presidente di Garda Unico e del Consorzio Lago di Garda Lombardia, Stefania Lorenzoni, annunciando anche un primo sostegno economico destinato alla realizzazione del video ufficiale del progetto. La candidatura del Garda nella sua interezza, sponda bresciana compresa, accende ora un derby con la Valcamonica, che ha ufficializzato la propria candidatura dopo la pubblicazione del bando ministeriale, puntando al riconoscimento in occasione del cinquantesimo anniversario del riconoscimento Unesco dell’arte rupestre camuna, avvenuto nel 1979.



