Trent’anni di grandi incontri e occasioni di «divertimento culturale». Recitava così il primo volantino promozionale del Festivaletteratura di Mantova, che in tre decenni ha iscritto nel suo memoriale il gotha della letteratura internazionale. Non un collezionismo fine a se stesso, ma il tentativo di costituire per cinque giorni l’anno, nel ducato che fu dei Gonzaga, una repubblica indipendente della conoscenza trasversale.
Così sarà anche quest’anno, con l’occasione di celebrare il compleanno di un’utopia felice che dal 9 al 13 settembre accoglierà trecento ospiti fra scrittori, scrittrici, autori, artisti e nomi di rilievo culturale. L’obiettivo dichiarato è scandagliare temi quali identità e appartenenza – fil rouge di questa edizione – , in un mondo che sempre più spesso ci fa sentire stranieri; e di indagare la potenza delle nuove tecnologie e l’insorgenza di conflitti inediti che investono tutti i livelli della società.
Chi si vede e (ri)vede
Il parterre di ospiti, in parte già annunciati, comprende giganti della letteratura internazionale e nostrana, come esordienti già acclamati dalla critica. In ordine sparso e non esaustivo approderanno a Mantova Emmanuel Carrère, Daniel Pennac, Irvine Welsh, Sandro Veronesi, Douglas Stuart, Niccolò Ammaniti, Chiara Valerio, Mathias Énard, Lorrie Moore, Amitav Ghosh, Siri Hustvedt, Tommy Wieringa, Theodor Kallifatides, Pajtim Statovci, Hervé Tullet, David Szalay, Bianca Pitzorno, Helen Oyeyemi, Geoff Dyer, Lea Ypi, Kim Bo-young, Nathacha Appanah, Isabella Hammad e Natasha Brown.

Un consesso altrettanto ricco di intellettuali, studiosi, giornalisti animerà gli incontri in programma per completare gli ambiti di riflessione a cavallo fra tecnologia, società e geopolitica. Citiamo i più eclatanti: Tim Berners-Lee, inventore del web, sarà il 12 settembre alle 12.15 in piazza Castello per un appuntamento dal titolo «A chi appartiene l’internet?»; il 13 settembre, invece, sempre in piazza Castello alle 14.30 Gino Cecchettin e Gisèle Pelicot insegneranno che «La violenza deve cambiare lato».

Se Sickboy fa un djset
Tornando invece alla letteratura, fra crossover, scambi intellettivi, occasioni curiose e opportunità di approfondimento c’è molto da segnare in agenda. Il due volte Strega Veronesi sarà il 9 settembre alle 18 in piazza Castello col vincitore del Booker Prize David Szalay; mentre il 10 settembre alle 16.15 a Palazzo San Sebastiano spiegherà perché «Scrivere mi sembra la cosa che so fare meglio». L’11 settembre alle 21.30 piazza Castello accoglierà Niccolò Ammaniti e il suo «Un certo senso oscuro».

Il giorno successivo, alle 19 a Palazzo San Sebastiano, lo scrittore sarà protagonista col collega Antonio Manzini di un evento speciale: i due leggeranno un inedito racconto scritto a quattro mani. Un altro evento imperdibile (peraltro a ingresso gratuito) vedrà protagonista Irvine Welsh per una sera (il 12 settembre alle 22) alla consolle allestita in piazza Alberti. Lo scrittore scozzese sarà protagonista invece il giorno successivo di un evento più istituzionale: alle 12.15 a Palazzo San Sebastiano racconterà il suo ritorno a «Trainspotting» con «Choose Life».
Origini e identità a confronto
Lo stesso giorno, ma alle 18.30 in piazza Castello, Emmanuel Carrère con Gabriele Romagnoli presenterà il suo «Kolchoz». E se Pennac avrà occasione di recitare su un testo di Stefano Benni (il 9 settembre alle 21.30 in piazza Castello); le «Maestre di storie» Bianca Pitzorno e Maria Attanasio si racconteranno a Melania G. Mazzucco (11/9 alle 18 in piazza Castello. Tommy Wieringa (l’11 settembre alle 16.30 alla Basilica Palatina di Santa Barbara) si confronterà inevitabilmente con temi come origini e identità. Temi che, lo stesso giorno e nello stesso luogo, ma alle 19.15, chiameranno a una riflessione anche Theodor Kallifatides e, il giorno successivo, Nathacha Appanah con Espérance Hakuzwimana e Helen Oyeyemi con Lella Costa, rispettivamente alle 17 e alle 19 nella Basilica Palatina di Santa Barbara.
C’è un po’ di Brescia in quel di Mantova
La sua presenza al Festivaletteratura non è certo una novità. Marco Archetti alla kermesse di Mantova è di casa. Lo scrittore e drammaturgo bresciano sarà quest’anno protagonista di più appuntamenti. Il 10 settembre, alle 16.45 nell’aula magna dell’Università, avrà il compito di sollecitare il drammaturgo e poeta franco-rumeno Matei Visniec in un incontro dai titolo «Terapie per libri morti».
Più leggero lo spirito di «Mio cugino», che vedrà Archetti protagonista di un divertissement l’11 settembre alle 20.30 in piazza Leon Battista Alberti (ingresso gratuito). Lui e altri tre ospiti racconteranno al pubblico una storia molto personale, ma solo tre sono vere. Al pubblico il compito di capire chi mente. Infine il 12 settembre alle 14.300 al Teatro Bibiena accoglierà il talento finlandese Pajtim Statovci in «Una vita senza attesa di catastrofe». L’esordiente Lucia Visonà, gardesana di casa a Parigi, che ha di recente pubblicato per Einaudi «Il cuoco giapponese», racconterà di «Amicizia dietro ai fornelli» il 9 settembre alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.
Il programma completo è già consultabile sul sito www.festivaletteratura.it. Qui saranno acquistabili i biglietti per gli eventi: dalle 9 del 2 settembre per i soci Filofestival (adesioni entro il 24 agosto) e del 4 settembre per tutti.




