La statale 42 è tornata percorribile, ma l’emergenza non è finita. Da oggi a mezzogiorno il tratto tra Sonico e Malonno, chiuso da giovedì dopo la colata detritica della Val Rabbia, è nuovamente aperto e per tutta la giornata il traffico è stato sostenuto.
L’attenzione al meteo
La strada resta un cantiere e l’attenzione è già rivolta alle prossime ore anche alla luce delle previsioni meteo che per domani indica il possibile ritorno della pioggia. La riattivazione è avvenuta con precise prescrizioni di Anas, ovvero limite massimo di velocità di 50km/h, divieto di sorpasso e presidio e sorveglianza continuativi 24 ore su 24 da parte del personale incaricato.
Il tratto resta in configurazione di cantiere e, qualora arrivassero nuove allerte meteo o si verificassero condizioni critiche legate all’Oglio, ai versanti o alle aree adiacenti, Anas potrà disporre anche una nuova chiusura precauzionale.
Il ritorno delle auto è stato possibile dopo giorni di lavoro per rimuovere detriti, ripulire e mettere in sicurezza la carreggiata. Il Comune di Sonico e l’Ufficio territoriale regionale hanno operato contemporaneamente nell’alveo dell’Oglio, abbassando la quota del materiale accumulato e ricreando una fascia di sicurezza tra il fiume e la statale.
Rilievi e sicurezza
Il fronte più delicato resta a monte: il sorvolo effettuato sabato ha indicato una bassa probabilità di nuovi distacchi immediati, anche se la frana di Pal si è lentamente mossa, mentre continuano i controlli sulla Val Rabbia e sulle aree interessate dal dissesto. A Sonico il sindaco Gian Battista Pasquini è già attivato anche per ripristinare i sistemi di allerta e allarme, pesantemente danneggiati.
I primi interventi sono attesi nei prossimi giorni ed è stata avviata la procedura per installare un ponte provvisorio e ricucire il collegamento tra Rino e il capoluogo dopo il crollo di giovedì.
L’altro grande cantiere è quello di Vione, sul Vallaro. In quota si lavora per restituire piena efficienza al bacino di laminazione, che durante l’evento ha trattenuto circa 60mila metri cubi di materiale, contribuendo a proteggere Stadolina. Restano però oltre due milioni di metri cubi di detriti stimati nelle parti alte del bacino. Sono iniziate azioni di disgaggio per liberare i punti che ostacolano il deflusso, proprio in vista di nuovi possibili episodi di maltempo.
Il piano degli interventi sul Vallaro guarda già oltre la prima emergenza: messa in sicurezza dell’asta torrentizia e delle frane, nuove aree di espansione e laminazione tra Gerù e Coltura, ripristino del paleoalveo dell’Oglio, monitoraggio permanente con sensori e sistemi di allertamento, oltre alla protezione delle infrastrutture.
«Cambiare approccio»
«Non possiamo continuare a chiamarla emergenza, se si ripresenta con questa frequenza». A parlare è Luca Masneri, sindaco di Edolo, che dopo la riapertura della 42 si concentra sulla necessità di cambiare approccio dopo l’ennesimo evento che ha messo in crisi i collegamenti dell’alta Valcamonica.

«Quello della Val Rabbia – afferma – non è più un episodio straordinario, ma una criticità con cui dobbiamo fare i conti in modo strutturale, con opere definitive e non solo con interventi dopo ogni frana». La prima fotografia concreta è quella della strada del Faeto, l’intercomunale che per tre giorni ha garantito i collegamenti con l’alta Valle durante la chiusura della 42.
«Oggi torna a riposo – aggiunge il primo cittadino edolese –, ma in pochi giorni sono transitati circa 10mila veicoli e stimiamo danni immediati per 300mila euro. La riasfalteremo perché oggi presenta condizioni pericolose, ma mi aspetto che Edolo e Malonno non vengano lasciati soli a sostenere i costi. Servirebbero almeno dieci milioni per allargarla, realizzare i muri necessari e renderla realmente utilizzabile come alternativa».
Per Masneri il problema va molto oltre il ripristino, perché la frequenza degli eventi in Val Rabbia riporta una criticità ormai ordinaria, che richiede soluzioni definitive. Tra quelle sul tavolo si parla di un intervento strutturale sulla statale, compresa l’ipotesi di una galleria artificiale per proteggere il tracciato, e il potenziamento dell’intercomunale Faeto-Malonno-Edolo.
«Non possiamo ricominciare come se nulla fosse – dice il primo cittadino di Edolo –, bisogna essere pronti alla prossima emergenza e intervenire subito sulle briglie e sui bacini pieni di materiale».



