Cronaca

Primo maggio, in tremila in corteo: «A Brescia troppe contraddizioni»

Così Vaia (Cisl) nel discorso conclusivo, che analizza le criticità del territorio: precarietà, salari, sicurezza e impatto dell’innovazione tecnologica
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Primo maggio, in 3mila al corteo

Circa tremila persone hanno partecipato questa mattina al corteo cittadino della Festa dei lavoratori promosso da Cgil, Cisl e Uil. La manifestazione è partita intorno alle 9.30 da Piazza Garibaldi, con in testa la banda cittadina Isidoro Capitanio, e ha attraversato il centro storico fino a Piazza della Loggia, dove si sono svolti i comizi conclusivi.

Il corteo si è articolato nel corso della mattinata in più componenti: accanto al percorso unitario dei sindacati confederali, il movimento Free Palestine Brescia ha concluso in Piazza Rovetta, mentre Lotta Comunista si è concentrata in Piazza Mercato per i propri interventi.

Primo maggio 2026, il corteo in centro
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Primo maggio 2026, il corteo in centro

Dignità

Al centro della giornata il tema nazionale del «lavoro dignitoso», declinato a Brescia attraverso le criticità del territorio: precarietà, salari, sicurezza e impatto dell’innovazione tecnologica. Quattro gli interventi dal palco in Piazza Loggia, a rappresentare diversi settori produttivi.

Tra questi, la testimonianza di Souad Deguig, operatrice socio-sanitaria e delegata Cisl, che ha portato la voce delle Rsa denunciando condizioni di lavoro difficili, carichi crescenti e la mancanza di risposte sul piano contrattuale: «Vogliamo una contrattazione collettiva seria», ha ribadito, richiamando anche la qualità del servizio verso le persone più fragili.

Sono intervenuti anche Albert Este, delegato Flai Cgil del settore agricolo, e Sofia Congiu, delegata Uiltec Uil per il comparto chimico, a comporre un quadro trasversale delle problematiche nei diversi ambiti lavorativi.

L’intervento

A chiudere la manifestazione è stata Roberta Vaia, segretaria regionale Cisl Lombardia, intervenuta a nome delle tre sigle confederali. Nel suo discorso ha intrecciato il valore simbolico della piazza con le sfide attuali del lavoro, ricordando come Brescia sia uno dei motori manifatturieri del Paese, ma anche un territorio segnato da contraddizioni ancora aperte.

Tra i dati richiamati, quelli sugli infortuni: 164 morti sul lavoro in Lombardia nell’ultimo anno e già 19 nei primi mesi del 2026, «una persona ogni tre giorni», ha sottolineato, indicando la sicurezza come priorità non più rinviabile. Ampio spazio anche ai temi della precarietà e dei salari, con il richiamo a una «busta paga che non arrivi a metà mese» e alla necessità di rinnovare i contratti per difendere il potere d’acquisto. Non solo: al centro dell’intervento anche la trasformazione in atto con l’intelligenza artificiale, che – secondo i sindacati – deve essere governata attraverso la contrattazione per evitare nuove disuguaglianze e garantire diritti e qualità del lavoro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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