Infortuni sul lavoro: calano i morti a Brescia, ma aumentano le denunce

Partiamo dalla notizia più incoraggiante: il numero di morti per infortuni sul lavoro è sensibilmente calato tra il 2024 e il 2025, almeno nel Bresciano. Nella nostra provincia siamo scesi da 41 a 30, in Italia invece si è rimasti sostanzialmente fermi, con 1090 decessi nel 2024 e 1093 lo scorso anno. Salgono invece, a Brescia più che a livello nazionale, le denunce.
L’analisi, su dati Inail, è del Centro studi di Saef, società che segue 500 aziende con un bacino di 17mila lavoratori per strutturare attività di formazione e consulenza mirate.
Come è iniziato il 2026
I numeri indicano che, mentre l'Italia registra un aumento delle denunce totali dell'1,38%, Brescia segna una crescita del 4,12%, passando dalle 15.279 segnalazioni del 2024 alle 15.909 del 2025.
Una tendenza che trova riscontro anche nel primo bimestre del 2026. Tra gennaio e febbraio, le denunce in provincia sono state 2.545 contro le 2.475 dello stesso periodo dell'anno precedente (+2,83%), un incremento che si allinea al dato nazionale del 2,63%.
Sul fronte della mortalità, il primo bimestre bresciano segna invece un calo del 40%, passando da 5 a 3 casi, a fronte di una diminuzione nazionale del 26,09%.
L’analisi di lavoratori coinvolti, al netto della fascia fino ai 14 anni legata prevalentemente agli infortuni scolastici, evidenzia come ad essere maggiormente coinvolti in infortuni sul lavoro siano gli uomini. Nel 2025 i lavoratori maschi hanno rappresentato il 66,18% delle denunce totali, ma il 93,33% degli infortuni mortali. Le donne hanno invece totalizzato il 33,82% delle denunce complessive e il 6,67% degli eventi fatali.
Una sproporzione che riflette la tipologia di mansioni e l’esposizione al rischio nei diversi comparti produttivi del territorio: gli uomini sono infatti impiegati per la maggior parte nei settori ad alto rischio infortunistico, come l'edilizia, la metalmeccanica pesante, l'agricoltura, i trasporti e l'industria estrattiva. Al contrario, le donne sono più attive nel settore dei servizi, dell'istruzione e dell'amministrazione, ambiti dove il rischio di incidenti gravi o mortali è statisticamente molto più basso.
Nel 2025
La distribuzione nel corso della settimana degli eventi nel 2025 indica che il mercoledì è stato il giorno con il maggior numero di denunce (3.000), seguito dal lunedì (2.972) e dal martedì (2.971). I volumi rimangono alti fino al giovedì (2.839), per poi scendere il venerdì (2.737) e ridursi drasticamente nel fine settimana, quando le aziende sono per lo più a riposo.
Nel 2024
Più analitico l’approfondimento che propone Saef per il 2024, circoscritto ai settori dell’industria e dei servizi, che arriva ad analizzare non solo i giorni, ma anche le fasce orarie «più a rischio».
I dati mostrano come la maggiore incidenza si concentri nella tarda mattinata, con un picco di 714 casi registrati tra le 10 e le 11. Una seconda fase critica si rileva nel primo pomeriggio, tra le 14 e le 15, con circa 565 segnalazioni. Questi dati confermano come la frequenza degli infortuni sia strettamente legata ai picchi di attività operativa e ai ritmi di produzione tipici delle realtà aziendali bresciane.
Interessante anche il dato relativo alla dimensione delle imprese. La maggior parte degli infortuni si è verificata in quelle piccole e medie: il picco di 2.752 denunce è stato registrato nelle aziende tra i 10 e i 49 dipendenti, seguite da quelle con un organico tra 50 e 249 lavoratori (2.620 casi).
Sotto il profilo anagrafico, la fascia d’età più coinvolta in infortuni sul lavoro è quella tra i 50 e i 54 anni, che copre il 13,26% degli eventi, seguita dai lavoratori tra i 45 e i 49 anni (11,84%) e da quelli tra i 55 e i 59 anni (11,22%).
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