Sicurezza sul lavoro, la Lombardia approva la legge: formazione al centro

La formazione come leva strategica, ma anche come strumento di prevenzione sui luoghi di lavoro. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge che ha l’obiettivo di tracciare tutti i corsi di formazione sulla sicurezza erogati in Lombardia, sia degli enti accreditati sia di quelli non accreditati. Sarà istituita una piattaforma informatica dove tutti i soggetti che intendono fare formazione in questo ambito dovranno registrarsi e caricare i dati dei corsi e degli attestati, che avranno valore pubblico. In caso di inadempimenti, saranno previste sanzioni amministrative.

Come sottolinea l’assessore alla Formazione e all’Istruzione, Simona Tironi, la Lombardia è la prima Regione italiana a dotarsi di una legge di questo tipo, «una scelta consapevole di responsabilità che ci vogliamo prendere nei confronti di tutti i nostri lavoratori». Oltre a tracciare tutta la formazione erogata sul territorio, i dati raccolti sulla piattaforma «ci permetteranno anche di combattere gli attestati "facili"» puntando sulla qualità dei corsi erogati e sulla trasparenza.
Lo spirito
Si tratta, secondo Tironi, di «una risposta concreta a situazioni di diffusa inosservanza che negli anni hanno penalizzato soprattutto i lavoratori – aggiunge –, svuotando di significato la formazione e indebolendo l’intero sistema di prevenzione. Non stiamo inventando nuovi obblighi, ma stiamo facendo un passo decisivo per rendere effettivi e verificabili quelli già previsti dalla normativa nazionale».
I dati sugli incidenti sul lavoro, anche grazie all’aumento di ispezioni sul territorio, sono comunque in miglioramento. Nel triennio 2022-2024 gli infortuni denunciati in Lombardia sono ridotti rispetto al picco del 2022. Nei primi undici mesi del 2025, la provincia di Brescia ha registrato 26 vittime sul lavoro, con quasi 15mila denunce di infortunio complessive. «Brescia – prosegue Tironi – è una delle province che, purtroppo, ha un tasso alto di incidenti, infortuni mortali e malattie professionali sul lavoro. Partiamo da lì come laboratorio sperimentale. Ma quegli strumenti che la legge ha definito verranno ovviamente messi a disposizione per tutta la Lombardia».
Obiettivi
Anche l’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, evidenzia che la Lombardia ha tassi di infortuni «stabilmente inferiori» rispetto alla media italiana: «Non è un traguardo, ma uno stimolo a fare di più: con le ultime delibere abbiamo infatti fissato l’obiettivo ambizioso di incrementare ulteriormente i controlli di un altro 20%, potenziando il personale e garantendo ispezioni anche in orari notturni e festivi».
Negli scorsi mesi la Regione aveva anche sottoscritto un protocollo sempre su questi argomenti, firmato da circa trenta rappresentanti delle parti sociali e datoriali. «Accanto alla vigilanza – prosegue Bertolaso – puntiamo sulla qualità della formazione. Vogliamo che ogni ora passata in aula dai nostri lavoratori sia tempo di valore, trasparente e certificato, e garantire che la prevenzione diventi cultura vissuta in ogni cantiere o fabbrica».
Reazioni
Per il Pd, che in Aula ha votato favorevolmente, si tratta di una legge importante «ma purtroppo incompleta» come osserva la consigliera dem Miriam Cominelli. «Ora chiediamo con forza che il Consiglio regionale venga coinvolto nella definizione delle delibere attuative – va avanti Cominelli –. Siamo preoccupati per il funzionamento della piattaforma telematica, visti i precedenti non certo incoraggianti di Regione Lombardia, soprattutto in ambito sanitario».
Soddisfazione tra le fila di FdI. Per il consigliere Carlo Bravo, con questa legge e anche con quella approvata dal Pirellone sui Dpi anti-amianto, la Lombardia «dimostra che la sicurezza è un investimento sulla vita e non un costo per le imprese».
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