Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto lavoro con un pacchetto di incentivi che vale circa un miliardo di euro. Il provvedimento contempla, tra le altre misure, nuovi bonus per giovani e donne, promuove a suo modo i rinnovi contrattuali e introduce il «salario giusto», allineato (secondo le prime indicazioni del governo) agli accordi firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative e rispetto ai quali la retribuzione non dovrà essere inferiore.
Del resto, oggi il repentino aumento del costo della vita non trova quasi mai corrispondenza in busta paga. I dati diffusi la scorsa settimana dal Dipartimento delle Finanze confermano un aumento dell’occupazione in Italia, ma fanno risaltare un insignificante adeguamento dei salari rispetto ai rincari del carrello della spesa. E se è vero che comunque la Lombardia resta tra le aree più ricche del Paese, nel contempo si rileva che i redditi dichiarati dai lavoratori bresciani risultano ancora al di sotto della media regionale, seppur migliori rispetto all’indice nazionale.




