Da Prometeo a Milano-Cortina: la leggendaria storia della fiamma olimpica

Giovedì la fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 è arrivata a Roma, portata dalla tennista Jasmine Paolini e dal ciclista Filippo Ganna. Questo sabato il fuoco dei Giochi invernali inizierà il proprio viaggio lungo il Bel Paese. Il punto di partenza è lo Stadio dei Marmi del Foro Italico. Il tour terminerà venerdì 6 febbraio prossimo, a San Siro, per la cerimonia d’apertura. La venticinquesima edizione delle Olimpiadi invernali si concluderà domenica 22 febbraio.
La fiaccola toccherà anche Brescia sabato 17 gennaio. Proveniente da Cremona, Crema e Sarnico, entrerà nella nostra provincia da Paratico e giungerà a Iseo. A fine giornata si fermerà in piazza Vittoria, mentre la domenica successiva il fuoco ripartirà da Desenzano e farà tappa verso il Trentino e il Veneto. Fin qui, il tragitto della fiamma. Serve però fare un po’ di storia.

Cos’è la fiamma olimpica?
Si tratta simbolo dei Giochi. La fiamma è portata verso la sede dello svolgimento delle gare attraverso una torcia. Nel corso delle Olimpiadi brucia nel braciere olimpico, o tripode. Le origini, naturalmente, vanno rintracciate nell’Antica Grecia, ai tempi dei Giochi «arcaici», durante i quali un fuoco veniva alimentato e tenuto acceso per l’intera durata delle competizioni.
La fiamma è apparsa per la prima volta ai Giochi olimpici moderni del 1928, organizzati ad Amsterdam. L’architetto Jan Wils aveva incluso nello stadio olimpico una torre. Qui aveva appunto pensato di tenere acceso un fuoco. Nel 1936, in occasione delle Olimpiadi di Berlino, il dirigente e scienziato dello sport tedesco Carl Diem aveva invece pensato a una staffetta per la torcia olimpica. In quell’occasione, 3.422 tedofori avevano portato la torcia da Olimpia alla capitale tedesca. Per quanto riguarda invece i Giochi invernali, la prima staffetta è arrivata per Oslo 1952.
Il fuoco, in quasi tutte le culture antiche e nelle religioni, è stato spesso collegato al divino. Secondo la mitologia greca, il titano Prometeo l’aveva rubato agli Dei per donarlo agli uomini. Zeus l’avrebbe punito incatenandolo a una rupe ai confini del mondo, per poi farlo sprofondare nel Tartaro.
Giovedì
La fiamma olimpica di Milano-Cortina, come si diceva, è arrivata in Italia giovedì, accolta al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella. È stata custodita in una preziosa lanterna a olio nella Sala della Vetrata, dove è rimasta accesa tutta la notte, in attesa della cerimonia ufficiale di accensione del braciere Olimpico, che ha poi avuto luogo venerdì.
La cerimonia
«La pace è iscritta nel Dna olimpico fin dai tempi più remoti. Nell’antica Grecia, quando si svolgevano le gare, le armi si fermavano», ha affermato nel piazzale del Quirinale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza - tra gli altri - della presidente del Cio Kirsty Coventry, della premier Giorgia Meloni e dei vertici delle istituzioni sportive (in testa il presidente del Coni Luciano Bonfiglio e il presidente del Comitato Milano-Cortina Giovanni Malagò).

«Ci auguriamo - ha scandito ancora Mattarella - che la tregua olimpica sia rinnovata. Il segno di pace che le Olimpiadi portano sarà chiaro e visibile in ogni latitudine. L’Italia ha chiesto che la tregua olimpica sia rinnovata. Ci auguriamo sia davvero possibile. Anzi, speriamo che i mesi che mancano possano recare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere le volontà di potenza che segnano paura, morte e devastazione».
Nel programma della serata, poi, il concerto gratuito con Mahmood, Noemi, The Kolors, Tananai e Carl Brave allo Stadio dei Marmi. Sabato, come si diceva, la partenza del viaggio della torcia per le strade della capitale, con il nuotatore Gregorio Paltrinieri primo tedoforo.
In Grecia
Il primo passaggio di consegne ufficiale era avvenuto ad Atene, con una suggestiva cerimonia, giovedì mattina, allo stadio Panathinaiko. Lo stesso in cui, nel 1986, si era conclusa la prima maratona dell’era moderna e dove, nel 2004, Stefano Baldini aveva vinto uno storico oro. Dalla fiamma del braciere olimpico la «grande sacerdotessa», interpretata dall’attrice greca Mary Mina, aveva acceso l’ultima torcia e l’aveva consegnata al presidente del Comitato olimpico ellenico Isidoros Kouvelos. Dalle sue mani la fiamma era passata, tra gli applausi, in quelle di Giovanni Malagò, per poi venire consegnata a Paolini e Ganna.
Il viaggio
Sabato, dallo Stadio dei Marmi la fiaccola passerà in piazza San Pietro, a Castel Sant’Angelo, a Largo Argentina, in piazza del Campidoglio, in piazza del Popolo. Sarà soltanto la prima giornata di un percorso lungo 12mila chilometri che, in 63 giorni, toccherà 60 città - tra cui Brescia -, 300 paesi, 110 province, 20 regioni e tutti i siti italiani patrimonio dell’Unesco. La fiaccola passerà per le mani di 10.001 tedofori. Il primo, come si diceva, è Paltrinieri. Tra i primi a passarsi la fiaccola ci saranno Elisa Di Francisca (scherma), Gianmarco Tamberi (salto in alto), Achille Polonara (basket), Matteo Berrettini (tennis) e l’ad di Sport e Salute Diego Nepi Molineris. Ma faranno il loro tratto di strada anche uomini di spettacolo come Achille Lauro, il regista e premio oscar Giuseppe Tornatore, Noemi e Claudia Gerini. Da Roma la fiaccola si sposterà a Viterbo per attraversare tutto lo Stivale. A Natale la fiaccola sarà a Napoli. Festeggerà il nuovo anno a Bari, mentre il 26 gennaio tornerà a Cortina d’Ampezzo, a 70 anni esatti dalla cerimonia di apertura dei Giochi del 1956. Concluderà il proprio tragitto a Milano.
Made in Brescia
Il fuoco olimpico, per questa edizione dei Giochi, ha un’anima decisamente bresciana. A ingegnerizzare e a produrre le fiaccole e i relativi componenti è stato infatti il gruppo bresciano Cavagna, realtà di origine familiare nata oltre 75 anni fa a Calcinato e oggi vera e propria holding di caratura internazionale, specializzata nella produzione di elementi per il trattamento, la distribuzione, il controllo e la misurazione di qualsiasi tipologia di gas.
Le torce si chiamano «Essential» per via dello stile minimale che le contraddistingue. Le due versioni - una per i Giochi Olimpici e l’altra per quelli Paralimpici (dal 6 al 15 marzo) - differiscono nella sfumatura di colore, ma entrambe hanno una finitura riflettente e cangiante. La torcia olimpica presenta sfumature verdi e blu, mentre quella paralimpica presenta tonalità sul bronzo.
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