Cronaca

Lago d’Idro, si torna a parlare di soccorsi, bagnini e controlli

La tragedia di Marco Bettini riaccende i riflettori sulle tutele nell’Eridio
Ubaldo Vallini
Una veduta aerea del lago d'Idro
Una veduta aerea del lago d'Idro

La tragedia costata la vita domenica scorsa a Marco Bettini, 69enne di Vestone annegato nelle acque del lago d’Idro, ha riportato l’attenzione anche sul tema della sicurezza e sulle modalità con cui vengono organizzati i soccorsi sull’Eridio. Un lago che, a differenza di altri bacini più grandi della provincia, per molti anni non aveva registrato episodi mortali e che proprio per questo era considerato relativamente tranquillo, almeno sotto questo profilo.

La situazione

Sulle sue rive non esiste un servizio permanente di sorveglianza con bagnini. L’unica eccezione è rappresentata dall’Idroland, il parco acquatico situato alla foce del Chiese, in territorio trentino del Comune di Bondone, dove durante la stagione estiva è presente un addetto alla vigilanza dei bagnanti.

I soccorsi

Sempre dal Trentino può intervenire un gommone dei Vigili del fuoco volontari. La sicurezza in acqua è invece strettamente collegata alla navigazione della motonave Idra che da metà giugno a metà settembre assicura il servizio pubblico di collegamento sul lago.

I sub

Da oltre dieci anni è in vigore una convenzione con l’associazione Eridio Sub, presieduta da Alessandro Bertini, che garantisce durante gli orari di esercizio del battello la presenza di tre imbarcazioni di supporto.

Due sono ormeggiate sul versante bresciano, mentre la terza si trova a Ponte Caffaro. In caso di necessità devono poter raggiungere il luogo dell’emergenza entro un quarto d’ora. A bordo operano due volontari esperti subacquei, ai quali si aggiunge un terzo componente messo a disposizione dalla Protezione civile.

Volontari

Fra le unità disponibili c’è anche la «Marinella», equipaggiata con un motore da 250 cavalli. Sebbene il servizio sia nato per garantire la sicurezza della navigazione, i volontari non si sono mai sottratti ad altri interventi, come quelli richiesti da escursionisti in difficoltà lungo la Ferrata delle Sasse, il percorso attrezzato che corre per cinque chilometri a filo d’acqua fra Lombardia e Trentino. La morte di Marco Bettini interrompe una lunga assenza di annegamenti e ricorda come anche un lago apparentemente tranquillo richieda prudenza e una macchina dei soccorsi sempre pronta ad entrare in azione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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