Cronaca

Gruppo alpini di Sarezzo: festa di 10 giorni per i 95 anni di vita

Da venerdì 5 a domenica 14 giugno musica, sport e momenti solenni all’oratorio Gesù Buon Pastore e nei luoghi simbolo del paese
Barbara Fenotti
Alcuni alpini di Sarezzo - © www.giornaledibrescia.it
Alcuni alpini di Sarezzo - © www.giornaledibrescia.it

Novantacinque anni di storia, 140 tesserati e un legame con Sarezzo che passa dalla memoria al volontariato quotidiano. Il gruppo Alpini saretino celebra l’anniversario di fondazione con un programma che da oggi, 5 giugno, al 14 giugno porterà festa, musica, sport e momenti solenni all’oratorio Gesù Buon Pastore e nei luoghi simbolo del paese.

Il sodalizio nacque nel 1931 per volontà del tenente Vincenzo Lavelli e dell’alpino Ernesto Marniga, con Stefano Zanetti, Giacomo Beccalossi, Luigi Paolo Gavazzoli, Anacleto Marianini e Giuseppe Rivetta tra i fondatori. Primo capogruppo fu Giovanmaria Giacomini, mentre oggi la guida è affidata a Pierluigi Antonini.

Il programma

La festa prenderà il via oggi alle 20 con l’apertura dello stand gastronomico, seguita alle 20.30 dall’inizio del torneo di calcio ragazzi con l’Ac Saretina e dalle 21 con la musica. Domani, sempre dalle 20, stand gastronomico, finali del torneo e concerto di Charlie Cinelli. Si riparte venerdì 12 giugno con cucina aperta e concerto «Silvana e le donne».

Sabato 13 alle 17 è prevista la partenza della camminata «La Sant’Emiliano», seguita dallo stand gastronomico e da una nuova serata in musica. Domenica 14 il momento istituzionale: ritrovo alle 9 alla baita alpina, alzabandiera e sfilata verso il Monumento ai Caduti, messa alle 10 nella parrocchiale di Sarezzo e pranzo all’oratorio.

Proprio Sant’Emiliano è uno dei luoghi più cari agli alpini saretini: già nel 1939 vi si organizzavano raduni di valle, mentre nel 1982 il gruppo portò al santuario una campana di 104 chili dedicata ai Caduti.

Alla montagna è legato anche il recupero, nel 2006, delle testimonianze della Grande Guerra sul monte Palosso, area difensiva realizzata nel 1916 tra Valtrompia e Valsabbia. Nel 1998 ci fu l’inaugurazione della baita di via Pansera, costruita in un anno grazie al lavoro volontario dei giovani e dei «veci». Dentro questa storia c’è anche la Madonna del soldato, portata a Sant’Emiliano nel 1946 dalle donne saretine che avevano pregato per il ritorno dei propri cari dal fronte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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