Il tema della sicurezza in città è stato al centro del dibattito pubblico e politico delle ultime due settimane: alcuni gravi episodi di violenza e di criminalità, uniti alle pressanti richieste di residenti e commercianti dei quartieri di interventi contro il degrado hanno posto il tema in cima all’ordine del giorno dell’agenda politica e istituzionale. In due occasioni, a pochi giorni di distanza, Sindaca e Prefetto si sono confrontati sulla situazione del capoluogo della nostra provincia, prima in un Comitato ordine e sicurezza pubblica a cui Laura Castelletti aveva chiesto di partecipare all’indomani di una spaccata notturna in gioielleria e il secondo, un faccia a faccia privato, dopo che un commerciante del centro era stato aggredito da un malvivente.
Di cosa si parla
Il tema della sicurezza, reale e percepita, è anche terreno di scontro politico a tutti i livelli con richieste di maggiore presenza, impegno, e investimenti che vanno dal livello locale e quello centrale, e viceversa, ormai quotidianamente. Una precisazione però è necessaria: qui non si parla di criminalità organizzata, traffici internazionali di stupefacenti o reati finanziari, fenomeni che, anche nella nostra provincia, muovo interessi e capitali da Manovra economica, ma piuttosto dei furti negli appartamenti e nei negozi, dello spaccio di strada da parte di pusher spesso clandestini, di rapine di cellulari o catenine il più delle volte tra ragazzi giovanissimi, anche minorenni e di quegli episodi di vandalismo, bivacco e occupazione di fabbricati che configurano fattispecie di reato tra le più lievi ma che condizionano in modo significativo la percezione, e di conseguenza la serenità, dei cittadini.
I numeri
Nel più recente incontro tra Laura Castelletti e Andrea Polichetti quest’ultimo ha fornito i dati, elaborati dal Ministero dell’Interno, sulla delittuosità in città. Si tratta nello specifico di tutti i reati denunciati a tutte le forze di polizia per fatti avvenuti nel territorio del comune di Brescia. La fotografia, la più autorevole che sia possibile ricavare, che restituisce la situazione della sicurezza a Brescia oggi. Non opinioni o prese di posizioni politiche ma una serie di numeri, super partes, da affidare a chi poi dovrà disegnare o riorientare, le strategie di prevenzione e repressione nella nostra città.
Si tratta ovviamente di un report che non può tenere conto di quanto non è stato denunciato, di quanto non è stato fatto mettere a verbale perché, in molti lo ripetono non solo al bar, «perdere una mattina in caserma per una vecchia bici sparita non ne vale la pena» o perché «tanto anche se li prendono non gli fanno niente». Episodi che, anche quando fossero avvenuti, non possono entrare nelle statistiche ma soprattutto non consentono a chi ha la responsabilità della sicurezza di avere piena contezza della dimensione dei singoli fenomeni e quindi di prevedere le possibili contromisure.

Il quadro
Tutto questo premesso, quale è esattamente la situazione della sicurezza in città? Come sono andati i reati negli ultimi due anni? I dati della Prefettura sui reati più fastidiosi per la collettività registrano numeri sostanzialmente stabili o in leggero calo, con la sola eccezione delle rapine, in crescita di meno dell’1% e dei reati per stupefacenti, + 2,8% ma quest’ultimo dato indica soprattutto un aumento del contrasto.
I furti a Brescia nei primi sei mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 sono calati del 2,15% passando da 2374 a 2323, le rapine sono cresciute dello 0,85% passando da 118 a 199, i danneggiamenti sono calati del 5,45% con 880 denunce dal 1° gennaio al 30 giugno del 2025 e 832 nello stesso periodo dell’anno in corso, le lesioni dolose, quindi le aggressioni non a scopo di rapina, sono calate del 22,4% passando da 192 a 149 episodi. Le truffe informatiche sono scese del 2,07% passando da 772 a 756 mentre i reati legati agli stupefacenti che sono stati contestati sono cresciuti da 107 a 110.
Per quello che riguarda il totale delle persone arrestate e denunciate è aumentato di circa il 7%: sono state 2146 nei primi sei mesi del 2025 e 2296 nello stesso periodo del 2026.
In provincia
Allargando un poco la prospettiva, rileggendo le relazioni diffuse in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, è possibile tracciare un bilancio analogo anche per la provincia considerando per gli interi anni 2024 e 2025. Se al capoluogo si aggiungono tutti i paesi della provincia il quadro cambia di poco, con un calo dei furti in generale e una più marcata diminuzione di quelli in abitazione. Nello specifico infatti, tra il 2024 e il 2025 il totale dei reati denunciati è stato sostanzialmente stabile, 44.832 contro 44.232. Per quello che riguarda i furti a carico di ignoti si passa da 4656 a 4338 con un calo del 6,8% mentre quelli in abitazione passano da 782 a 575 in calo del 26,4%. Se in città le rapine aumentano leggermente, in provincia invece si segnala una sensibile diminuzione: da 329 a 275 cioè meno 16,41%. In calo anche le estorsioni da 196 a 164 ( - 16,33%). Leggero aumento, nel territorio della provincia, per le truffe da 2158 a 2204, in salita del 2,13%.




