Cronaca

Cosa dicono davvero i dati su furti, rapine e aggressioni a Brescia

Il tema infiamma da almeno due settimane il dibattito politico, ma nei numeri del Ministero dell’Interno c’è una sostanziale stabilità dei fenomeni, con anzi qualche tipologia in leggero calo
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Polizia di Stato e Carabinieri in stazione - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Polizia di Stato e Carabinieri in stazione - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Il tema della sicurezza in città è stato al centro del dibattito pubblico e politico delle ultime due settimane: alcuni gravi episodi di violenza e di criminalità, uniti alle pressanti richieste di residenti e commercianti dei quartieri di interventi contro il degrado hanno posto il tema in cima all’ordine del giorno dell’agenda politica e istituzionale. In due occasioni, a pochi giorni di distanza, Sindaca e Prefetto si sono confrontati sulla situazione del capoluogo della nostra provincia, prima in un Comitato ordine e sicurezza pubblica a cui Laura Castelletti aveva chiesto di partecipare all’indomani di una spaccata notturna in gioielleria e il secondo, un faccia a faccia privato, dopo che un commerciante del centro era stato aggredito da un malvivente.

Di cosa si parla

Il tema della sicurezza, reale e percepita, è anche terreno di scontro politico a tutti i livelli con richieste di maggiore presenza, impegno, e investimenti che vanno dal livello locale e quello centrale, e viceversa, ormai quotidianamente. Una precisazione però è necessaria: qui non si parla di criminalità organizzata, traffici internazionali di stupefacenti o reati finanziari, fenomeni che, anche nella nostra provincia, muovo interessi e capitali da Manovra economica, ma piuttosto dei furti negli appartamenti e nei negozi, dello spaccio di strada da parte di pusher spesso clandestini, di rapine di cellulari o catenine il più delle volte tra ragazzi giovanissimi, anche minorenni e di quegli episodi di vandalismo, bivacco e occupazione di fabbricati che configurano fattispecie di reato tra le più lievi ma che condizionano in modo significativo la percezione, e di conseguenza la serenità, dei cittadini.

I numeri 

Nel più recente incontro tra Laura Castelletti e Andrea Polichetti quest’ultimo ha fornito i dati, elaborati dal Ministero dell’Interno, sulla delittuosità in città. Si tratta nello specifico di tutti i reati denunciati a tutte le forze di polizia per fatti avvenuti nel territorio del comune di Brescia. La fotografia, la più autorevole che sia possibile ricavare, che restituisce la situazione della sicurezza a Brescia oggi. Non opinioni o prese di posizioni politiche ma una serie di numeri, super partes, da affidare a chi poi dovrà disegnare o riorientare, le strategie di prevenzione e repressione nella nostra città.

Si tratta ovviamente di un report che non può tenere conto di quanto non è stato denunciato, di quanto non è stato fatto mettere a verbale perché, in molti lo ripetono non solo al bar, «perdere una mattina in caserma per una vecchia bici sparita non ne vale la pena» o perché «tanto anche se li prendono non gli fanno niente». Episodi che, anche quando fossero avvenuti, non possono entrare nelle statistiche ma soprattutto non consentono a chi ha la responsabilità della sicurezza di avere piena contezza della dimensione dei singoli fenomeni e quindi di prevedere le possibili contromisure.

Il prefetto Polichetti e la sindaca Castelletti
Il prefetto Polichetti e la sindaca Castelletti

Il quadro

Tutto questo premesso, quale è esattamente la situazione della sicurezza in città? Come sono andati i reati negli ultimi due anni? I dati della Prefettura sui reati più fastidiosi per la collettività registrano numeri sostanzialmente stabili o in leggero calo, con la sola eccezione delle rapine, in crescita di meno dell’1% e dei reati per stupefacenti, + 2,8% ma quest’ultimo dato indica soprattutto un aumento del contrasto.

I furti a Brescia nei primi sei mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 sono calati del 2,15% passando da 2374 a 2323, le rapine sono cresciute dello 0,85% passando da 118 a 199, i danneggiamenti sono calati del 5,45% con 880 denunce dal 1° gennaio al 30 giugno del 2025 e 832 nello stesso periodo dell’anno in corso, le lesioni dolose, quindi le aggressioni non a scopo di rapina, sono calate del 22,4% passando da 192 a 149 episodi. Le truffe informatiche sono scese del 2,07% passando da 772 a 756 mentre i reati legati agli stupefacenti che sono stati contestati sono cresciuti da 107 a 110.

Per quello che riguarda il totale delle persone arrestate e denunciate è aumentato di circa il 7%: sono state 2146 nei primi sei mesi del 2025 e 2296 nello stesso periodo del 2026.

In provincia 

Allargando un poco la prospettiva, rileggendo le relazioni diffuse in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, è possibile tracciare un bilancio analogo anche per la provincia considerando per gli interi anni 2024 e 2025. Se al capoluogo si aggiungono tutti i paesi della provincia il quadro cambia di poco, con un calo dei furti in generale e una più marcata diminuzione di quelli in abitazione. Nello specifico infatti, tra il 2024 e il 2025 il totale dei reati denunciati è stato sostanzialmente stabile, 44.832 contro 44.232. Per quello che riguarda i furti a carico di ignoti si passa da 4656 a 4338 con un calo del 6,8% mentre quelli in abitazione passano da 782 a 575 in calo del 26,4%. Se in città le rapine aumentano leggermente, in provincia invece si segnala una sensibile diminuzione: da 329 a 275 cioè meno 16,41%. In calo anche le estorsioni da 196 a 164 ( - 16,33%). Leggero aumento, nel territorio della provincia, per le truffe da 2158 a 2204, in salita del 2,13%.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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