Dati dettagliati sui reati commessi a Brescia, un confronto puntuale con il 2025 e, se dovesse emergere una situazione di particolare criticità, più uomini e risorse da parte del governo. Dopo le spaccate, le aggressioni e gli episodi di criminalità delle ultime settimane, l’ultimo martedì in via X Giornate, la sindaca Laura Castelletti chiede a Prefettura e Questura di mettere sul tavolo i numeri della sicurezza in città. «Non vogliamo né minimizzare né creare allarmismo, abbiamo bisogno di sapere esattamente qual è la realtà. Servono dati certi e completi e da lì poi si parte», ha spiegato Castelletti.
La richiesta a Prefettura e Questura
In tarda mattinata la sindaca, insieme all’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti, ha incontrato il commerciante aggredito: «Volevo chiedergli come stava fisicamente e come stava emotivamente, perché sono esperienze che credo lascino un segno. Devo dire che l’ho trovato molto reattivo». Castelletti ha poi parlato anche con altri commercianti della zona prima di rientrare in Loggia «con l’assoluta convinzione di volere i dati sulla criminalità a Brescia».
Il punto di partenza è il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica chiesto nei giorni scorsi dalla stessa sindaca. In quell’occasione la Prefettura aveva comunicato che l’andamento complessivo della delittuosità in città era sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. Un dato che Castelletti considera rassicurante, ma non più sufficiente.
«A noi interessa sapere qual è l’andamento complessivo della criminalità, quali reati sono in crescita e, se lo sono, dove si concentrano. Sapere se parliamo di furti, rapine, aggressioni o danneggiamenti evidentemente suggerisce cose diverse». La richiesta è quindi di conoscere i dati disaggregati per tipologia di reato e confrontarli con quelli dell’anno precedente.

Anche per capire che cosa rappresenti la sequenza delle ultime settimane: «Vogliamo sapere se stiamo vedendo una concentrazione episodica, che può accadere, oppure se questi episodi segnano un fenomeno che cambia. Non possiamo discutere di sicurezza sulla base di impressioni, fatti di cronaca o dichiarazioni». Da qui la richiesta rivolta direttamente a Prefettura e Questura: chiarire «che cosa sta accadendo a Brescia» sul fronte della sicurezza, fornire i dati sulle singole tipologie di reato e indicare, alla luce degli ultimi episodi, quali misure lo Stato intenda adottare.
La polemica col Centrodestra
Ed è su quest’ultimo punto che Castelletti ribatte al centrodestra e chiama direttamente in causa il governo: «La responsabilità primaria dell’ordine e della sicurezza pubblica è dello Stato. Se i dati ci dicono che c’è una criticità, ci aspettiamo che lo Stato intervenga e concentri, se serve, risorse economiche, uomini e strumenti». Il Comune, sottolinea la sindaca, continuerà a intervenire attraverso la Polizia Locale e con le politiche di prevenzione, presidio del territorio, coesione sociale e rigenerazione degli spazi pubblici. Ma «le responsabilità non devono essere confuse e i ruoli sono molto chiari, già stabiliti dalla legge».
Quindi l’affondo: «Se il centrodestra vuole dare più poteri ai sindaci sulla sicurezza, cambi la legge». Castelletti punta il dito anche contro le opposizioni in Loggia, che negli ultimi giorni hanno accusato l’Amministrazione sul fronte della sicurezza: «Mi chiedo come mai non si rivolgano mai a chi ha la responsabilità della sicurezza. Perché non chiedono al questore e al prefetto di intervenire?».
La sindaca ironizza anche sulle ragioni: «Probabilmente hanno paura che da Roma il ministro, il capo del governo o qualche collega gli tiri le orecchie». Il centrodestra, prosegue, «è all’opposizione in città, ma è al governo e ha una responsabilità diretta». Per questo, secondo Castelletti, «invece di gridare contro la Loggia, che è un esercizio di propaganda, si dovrebbe chiedere insieme allo Stato e al governo come intendano agire».
Resta quindi la domanda da cui parte la conferenza stampa: Brescia sta seguendo l’andamento nazionale o si sta muovendo in controtendenza? «Se è una zona ad alto rischio me lo devono dire loro, perché io non ho gli strumenti: hanno loro i numeri e l’andamento». E se dai numeri dovesse emergere la necessità di un intervento ulteriore, conclude Castelletti, «il governo lo deve fare, mandando evidentemente maggiore presenza».




