In Valcamonica basta un temporale fuori misura per cambiare la geografia di un paese: un torrente si allarga, un versante si stacca, una strada resta appesa al vuoto. È dentro questa fragilità quotidiana che la Regione ha messo sul tavolo dei territori lombardi un pacchetto di 37,7 milioni di euro da distribuire in tre anni (2026-2028) destinato alla difesa del suolo, con acconti legati all’avanzamento dei cantieri.
La cifra è scritta nella delibera approvata ieri dalla Giunta, ma più interessante è dove questi fondi saranno convogliati. Alla nostra provincia spetterà una fetta consistente, circa 8 milioni di euro (7,8 per la precisione). Valcamonica in testa, ma anche Valsabbia, Valtrompia e hinterland. Un mosaico di interventi che racconta la stessa storia: versanti instabili, torrenti che cambiano letto, argini che cedono, infrastrutture esposte.
La mappa dei finanziamenti
La geografia dei finanziamenti rispecchia quella dell’emergenza. Ad Agnosine, 560mila euro per mettere in sicurezza il versante di via Madonna di Calchere. A Breno, 1,36 milioni per ripristinare e adeguare la sezione di deflusso degli affluenti, colpiti dall’evento meteorico del 29 luglio 2024. A Cedegolo, 295mila euro per il secondo lotto contro il rischio di crollo massi in località Cimitero, sulla strada per Grevo.
Cimbergo avrà 500mila euro per la regimazione della Valle Dafus. Edolo 670mila per ridurre il rischio idraulico che incombe sull’abitato e sulla statale 39, intervenendo sulla Valle Nicolina. Esine, frazione Sacca, 500mila euro per la difesa idraulica contro la piena dell’Oglio. Nave ottiene 80mila euro per il ripristino del muro di sponda lungo il Garza, in via del Parco. Paisco Loveno 170mila per consolidare il versante tra Grumello e Loveno.
Ponte di Legno un milione per completare il ripristino degli spazi dopo l’esondazione del luglio 2020: infrastrutture, acquedotto, mitigazione del rischio. Pisogne è tra gli interventi più rilevanti: 1,38 milioni per la fase 2 della strada alternativa per Sonvico, dopo il crollo della galleria di protezione. A Sonico 900mila euro per lo svaso parziale alla confluenza tra Val Rabbia e Oglio. Vezza d’Oglio 579mila per sistemazioni idrauliche in Val Grande e Val Bighera. Vobarno 676.657 euro per la caduta massi sulla strada verso Degagna e Cavallino della Fobbia.

Il fattore tempo
L’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, parla di «risorse significative per mettere in sicurezza territori, infrastrutture e comunità» e di un lavoro condiviso con i Comuni per proteggere «un territorio tanto bello quanto fragile». Aggiunge il presidente della Commissione Bilancio in Lombardia Davide Caparini: «La Lombardia conferma con i fatti la massima attenzione verso la sicurezza del territorio: si tratta di opere fondamentali per la difesa del suolo, la prevenzione e la protezione delle aree montane e vallive».
Risorse preziose quelle sul tavolo, ma ora inizia il vero banco di prova, perché la difesa del suolo è prima di tutto una corsa contro il tempo. Se i cantieri terranno il passo delle delibere, questi milioni diventeranno argini, versanti consolidati, strade riaperte. Se invece si fermeranno nei corridoi della burocrazia, il conto lo presenterà la prossima piena.




