Ci saranno almeno quattro fronti aperti oggi pomeriggio a Brescia per quello che riguarda l’ordine pubblico. Situazioni non sempre collegate tra loro ma che, complessivamente e soprattutto alla luce di quanto accaduto sabato scorso, anche nella nostra città, hanno messo le forze dell’ordine in stato d’allerta con misure di prevenzione attive fin dal primo mattino e dispositivi di contrasto, e se necessario repressione, dislocati in varie parti della città e pronti a scattare.
Ordine e sicurezza
In settimana infatti lo aveva annunciato anche il prefetto Andrea Polichetti che aveva assicurato «le violenze non si ripeteranno» e lo conferma il tenore delle dichiarazioni e delle prese di posizione che si sono registrate poi. Lo stesso Prefetto ha posto l’attenzione su uno dei temi centrali del sabato che ci aspetta: «È necessario vigilare che i presidi fissi rimangano tali e non si trasformino in cortei e che i cortei organizzati e autorizzati si attengano ai percorsi annunciati e autorizzati, altrimenti si tratta di manifestazioni non autorizzate».
Sul fronte della protesta giovanile sfociata la scorsa settimana in disordini e danneggiamenti in piazza Paolo VI, per Brescia non c’è una allerta specifica ma è evidente che la «Marcia per l’accoglienza e la cittadinanza» promossa da 40 realtà del terzo settore, è un appuntamento da tenere sotto stretta osservazione per il rischio di infiltrazioni o provocazioni proprio per i temi di stringente attualità, e inevitabilmente percepiti come divisivi, che vuole portare in primo piano.
Realtà identitarie
Allo stesso modo sarà vigilato con grande attenzione il presidio fisso che Brescia ai Bresciani ha organizzato all’angolo tra via Camozzi e via Volturno, nei pressi dello stabile dove è prevista la realizzazione di una moschea. Lo slogan è «Nelle nostre strade solo il tricolore» e si prefigge di protestare «contro la futura apertura dell'ennesima moschea in città e più in generale contro il processo di islamizzazione che i nostri quartieri stanno subendo da anni a causa dell’immigrazione di massa».
Al Rigamonti
Non meno caldo il fronte stadio: dopo la sconfitta di lunedì sera la tensione attorno all’Union Brescia è alle stelle e la gara in programma alle 17.30 al Rigamonti, lo scontro diretto con il Cittadella, è tenuta sotto stretta osservazione anche dal punto di vista dell’ordine pubblico. In caso di sconfitta, e di allontanamento dalla vetta della classifica, il rischio di contestazioni che possono sfociare in episodi violenti è ritenuto molto alto.
Quarto, ma non meno importante, è il tema delle stazioni e dei terminal degli autobus. In questi luoghi il presidio delle forze di polizia, e una presenza del soccorso sanitario, sarà capillare fin dal mattino: l’obiettivo è quello di monitorare ed eventualmente segnalare e intercettare persone o gruppi organizzati in arrivo in città dalla provincia ma anche in partenza da Brescia per manifestazioni a Milano o Torino. Da giorni la Digos sta monitorando gli ambienti anarchici ma anche i social e i gruppi di ragazzini che sono stati protagonisti dei disordini della scorsa settimana.
Un dispositivo di prevenzione imponente, con uomini e mezzi schierati in città da tutti i reparti della provincia con il supporto, invisibile ma preziosi, di un’attività informativa sottotraccia che non si è mai fermata. Nella speranza che resti garantito il diritto di manifestare isolando e escludendo eventuali derive violente.




