Una decina di ragazzini, alcuni minorenni e altri da poco maggiorenni, sono stati identificati e denunciati per i disordini avvenuti ieri a Brescia in piazza Duomo durante una manifestazione contro il caro vita in cui sono stati ribaltati tavolini e lanciati oggetti contro le forze dell’ordine.
I fatti
I ragazzini identificati dalla questura sono stati perquisiti e gli agenti hanno sequestrato manganelli e bastoni. La questura sta visionando i filmati per riuscire ad identificare altri coinvolti. Le tensioni si erano registrate nella fase finale della manifestazione, promossa con il nome di «Italia in piazza», nata al di fuori delle organizzazioni partitiche tradizionali e sviluppatasi soprattutto attraverso il passaparola sui social network.
Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti di vario tipo contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con l’utilizzo di lacrimogeni. «Quanto accaduto oggi in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta. Il lancio di sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro le forze dell’ordine è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare», ha sottolineato in una nota la sindaca Laura Castelletti. Ferma condanna anche del centrodestra, che ha diffuso una nota congiunta di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Brescia Civica.
Le testimonianze
«Da una manifestazione pacifica, ci siamo trovati davanti a una guerriglia – racconta una commerciante del centro –. Certo, più piccola rispetto a quanto è accaduto in altre città, ma è stato brutto». «Un disastro», le fa eco la titolare di un bar. «Erano cattivi, aggressivi, tutti con vetri in mano che hanno rubato dai nostri tavoli. C’erano anche bambini molto piccoli, pronti a lanciare bicchieri contro la polizia. Che con loro è stata molto clemente».




