Due hanno solo 14 anni, sei ne hanno 16, uno 17. E poi ci sono due maggiorenni da pochi mesi. Tutti italiani di seconda generazione, per lo più studenti, residenti in città e tutti denunciati per gli incidenti di sabato in piazza Paolo VI nel corso della manifestazione, sfociata in violenza, contro il caro vita. In piazza avevano il volto coperto, un paio erano a torso nudo, mentre lanciavano sassi verso le forze dell’ordine e ribaltavano i tavolini dei bar. Leoni che una volta convocati in questura sono crollati davanti agli inquirenti.
Mentre ad attenderli, fuori dagli uffici di via Botticelli, c’erano i genitori. «Me lo ridate così, senza neanche picchiarlo per quello che ha fatto?» avrebbe detto il padre di uno dei più giovani parlando con gli agenti.
Chi sono

Si tratterebbe di ragazzi che arrivano da famiglie integrate che provengono dal nord Africa, ma anche da Serbia, Brasile e Sri Lanka. Adolescenti figli in gran parte di lavoratori senza macchia sulla fedina penale. Lo stesso non si può dire per quello che chi indaga ritiene essere l’istigatore del gruppo di giovanissimi. Si tratta di un 31enne bresciano, legato al circolo anarchico Bonometti, in Carmine, già conosciuto alle forze dell’ordine e presunto autore nei mesi scorsi di scritte sui muri contro il questore Paolo Sartori.
Durante la perquisizione i poliziotti gli avrebbero trovato bombe carta e sassi. Ad alcuni ragazzini sono invece stati sequestrati bastoni e manganelli. I primi undici denunciati per i fatti di sabato scorso non saranno probabilmente gli unici. Le indagini si starebbero allargando infatti ad altri giovanissimi – una trentina in tutto – del gruppo degli incappucciati che sono stati immortalati dalle telecamere installate in strada. In piazza Paolo VI erano arrivati grazie ai social, Tik Tok soprattutto. Un passaparola digitale con orario di ritrovo, luogo e obiettivo: creare disordine e mettere nel mirino le forze dell’ordine. E farne le spese, seppur in modo lieve rispetto ad altri colleghi feriti in altre città, è stata una funzionaria della Questura raggiunta da un sampietrino su una caviglia scagliato dai giovani all’ombra del Duomo.




