In una lettera arrivata ieri al direttore del Giornale di Brescia, un lettore ha esposto alcune sue perplessità riguardo alle norme che regolano la realizzazione delle lapidi nei cimiteri di Brescia. La questione era la seguente: il cittadino, che di recente ha dovuto affrontare la perdita di una persona cara, avrebbe voluto, assieme ai parenti, far scolpire per la tomba del defunto una lapide a forma di libro aperto, col significato simbolico di «raccontare una storia purtroppo interrotta».
Gli uffici cimiteriali del Comune di Brescia Vantiniano, a quanto si legge nella lettera, hanno però negato questa possibilità, in quanto una lapide di questo tipo non sarebbe conforme al Regolamento dei servizi cimiteriali di Brescia: secondo il quale, la superficie delle lapidi deve essere «piana e non rientrante». L’appello del lettore è per una mediazione tra «la necessità della burocrazia» e dei regolamenti e «la sensibilità dei cittadini», che trovi un punto di equilibrio tra il bisogno di ordine e decoro dei campisanti e quello di chi vuole ricordare una persona cara scomparsa in un modo personale. Ma cosa prevedono le norme sulle lapidi dei cimiteri di Brescia? Fino a che punto si può spingere la volontà di ricordare in maniera creativa una persona defunta?
Il regolamento
La gestione dei cimiteri di Brescia è disciplinata dal Regolamento dei servizi cimiteriali, approvato nel 1990. Da gennaio 2026 sono in vigore le nuove «disposizioni operative e prescrizioni tecniche» per la posa di lapidi e cippi. L’autorizzazione dei progetti per questi ultimi è ora affidata alla società concessionaria Ascb srl: se si vuole decorare in maniera creativa la lapide di una tomba, bisogna ricevere il via libera dal gestore dei servizi cimiteriali.
Le nuove disposizioni non hanno valore retroattivo, non si applicano cioè alle ornamentazioni già autorizzate.
Le iscrizioni
Di lapidi o cippi funerari sono regolamentate in primo luogo le iscrizioni: secondo le disposizioni comunali di Brescia, nell’epigrafe devono essere indicati i dati completi del defunto, con nome e cognome (in quest’ordine) come risultano all’Anagrafe e data di nascita e di morte (con la formula giorno-mese-anno) in numeri arabi. I numeri romani sono ammessi solo nelle campate storiche, se imposto da ragioni di uniformità.

Possono essere aggiunti anche diminutivi e pseudonimi, purché siano collocati di seguito al nome completo come registrato all’Anagrafe. Oltre al nome, sulla lapide possono essere aggiunte anche «brevi espressioni riconducibili al culto dei defunti»: se in lingua diversa dall’italiano, non è necessario tradurle se sono in latino o in greco antico oppure se si tratta di brevi frasi in inglese, francese o spagnolo.
Fotografie e immagini
Sulla lastra tombale si possono poi inserire una fotografia della persona defunta e incidere decorazioni di simboli o immagini religiose. E se le immagini non sono legate alle religione? Per esempio, decorazioni ornamentali o figure che richiamano una passione della persona sepolta? In questo caso sono ammesse, purché comunque «consone al culto dei defunti»: motivi floreali e vegetali, nature morte, paesaggi ed elementi architettonici, riproduzioni di opere d’arte, figure umane, geometriche e di animali.
Non sono però ammesse immagini che possono rappresentare «richiami commerciali» o «riconducibii a simbologia politica».
Le lapidi
Per quanto riguarda le lapidi, siano di loculi, tombe a terra o ossari, il materiale da utilizzare è sempre il marmo di Botticino, «mantenuto nel suo colore naturale».

È possibile poi inserire una targa con i dati di un altro defunto sulla lapide, purché su con la dicitura «a ricordo di». I vasi sono aggiungibili ma solo in marmo o in metallo e, nel caso dei loculi, soltanto a destra dell’epigrafe. Nel caso delle lapidi dei loculi, le luci votive devono essere inserite a sinistra dell’epigrafe, essere in marmo o metallo e alimentate ad elettricità (fornitura e collegamento alla rete è esclusiva di A2A). Sono vietati i lumi a cera o a olio. Sulle lapidi delle tombe a terra, invece, la luce votiva è consentita solo a batteria e ad alimentazione solare.
Le tombe a terra
Sopra le tombe a terra possono essere applicate o «lastre orizzontali e uniformi» oppure dei cippi, di tre tipologie: squadrato, stondato o a croce (al cimitero Vantiniano è consentito solo il cippo stondato). E se si volesse realizzare un monumento non compreso tra questi modelli? In questo caso, le dimensioni del progetto devono coincidere con quelle dei modelli-tipo, con altezza massima di un metro dalla base del cippo.
Secondo il regolamento, è vietato realizzare un unica lastra su due sepolture e modificare la sagome della lastra orizzontale o del cippo. Infine, per «favorire il processo di trasformazione del cadavere» è necessario lasciare un’apertura sulla lastra orizzontale di 30 centimetri per 30, dove è possibile coltivare fiori – anche in vaso – piante grasse a basso fusto o piante «tappezzanti», purché non escano dal perimetro della sepoltura. Per mantenere il «decoro dei campi» e «garantire il passaggio» dei visitatori, è proibita invece la piantumazione di alberi, arbusti e siepi.




