Quasi 900 milioni di euro di valore generato per il territorio bresciano, 301 milioni di euro di investimenti, 851 mila tonnellate di CO2 evitate grazie agli impianti sul territorio e alla raccolta differenziata, 31mila tra studenti e docenti coinvolti nei progetti di educazione ambientale. Sono i numeri più significativi che si trovano nel Bilancio di sostenibilità territoriale, appunto, per Brescia del Gruppo A2A; un resoconto giunto alla sua dodicesima edizione.
Occupazione
La presentazione del Bilancio ieri alla sede del Termovalorizzatore è stata anche l’occasione per scattare una fotografia del mondo del lavoro nella nostra provincia grazie alla ricerca che la multiutility ha commissionato a Youtrend. La sintesi è presto detta: a Brescia, come del resto in tutta Italia, l’offerta è all’altezza delle richieste del mercato. È quello che gli esperti chiamano «mismatch strutturale».

Molti gli aspetti particolarmente interessanti della ricerca, eccone alcuni in estrema sintesi: per oltre la metà degli under 30 intervistati il loro profilo è poco competitivo, un’analisi su se stessi che appare di un realismo quasi spietato; se invece passiamo ad analizzare cosa i giovani si aspettano dal lavoro, scopriamo che oltre il 70% non accetta uno stipendio troppo basso e oltre la metà rifiuta contratti che offrano poche garanzie. E se la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha parlato di una città sempre più attrattiva (proprio ieri ha raggiunto i 203mila abitanti), l’amministratore delegato di A2A, Renato Mazzonicini ha ribadito, una volta in più, la necessità di una maggiore connessione tra il mondo della scuola e quello del lavoro.
La filiera
Si è poi entrati nel dettaglio del Bilancio di sostenibilità 2025, introdotto dal presidente di A2A, Roberto Tasca: «I numeri confermano anche il nostro ruolo di attivatore dell'economia locale: oltre 600 milioni di euro di ordini ai fornitori testimoniano una filiera che cresce insieme a noi e che rappresenta un patrimonio di competenze, occupazione e innovazione per tutto il sistema bresciano».

«Anche lo scorso anno Brescia si è confermata il laboratorio di innovazione del nostro Gruppo, il luogo dove sperimentiamo e sviluppiamo soluzioni destinate a diventare modelli replicabili: dalla guida autonoma applicata al car sharing, realizzata con il Politecnico di Milano, al primo sistema di recupero del calore da un data center per alimentare il teleriscaldamento, fino ai pali dell'illuminazione integrati con le colonnine City Plug. È il nostro contributo per una città che può competere con i migliori modelli europei» ha sottolineato Mazzoncini.

I numeri
Vediamo allora di capire meglio cosa rappresentano i numeri di cui parlavamo all’inizio. Lo scorso anno il valore economico complessivo generato dal Gruppo A2A per Brescia e provincia ha raggiunto, appunto, la cifra di 891 milioni di euro (+63% rispetto al 2024), distribuiti sotto forma di dividendi, stipendi, imposte, canoni e concessioni locali, sponsorizzazioni, liberalità, contributi a fondazioni e associazioni e ordini di fornitura.
E proprio nell’ambito delle sponsorizzazioni, come ricordato anche dalla sindaca Castelletti, spicca l’impegno per la rinascita del basket in città: A2A è title sponsor della neonata Leonessa Brescia.
Riscaldamento
Un ruolo strategico è quello giocato dal teleriscaldamento. Nel 2025 sono stati immessi in rete 1.165 GWht di calore, l’84% generato da fonti non fossili. L’energia termica è infatti stata prodotta per il 63% dal Termoutilizzatore, per il 21% da recupero di calore di scarto (acciaierie, linea fumi, data center), per il 14% da cogenerazione e per il 2% da produzione semplice.

Questo percorso di decarbonizzazione lo scorso febbraio è stato premiato al Global District Energy Climate Awards di Washington, che ha riconosciuto il teleriscaldamento di Brescia come uno dei più avanzati al mondo. Un percorso che lo scorso anno ha fatto un ulteriore passo avanti con il recupero dei cascami termici del data center Qarnot, un sistema inaugurato nel giugno 2025 presso la centrale Lamarmora.
Acqua
Brescia si conferma un modello a livello nazionale nella tutela dell'acqua. Nel 2025 le perdite della rete idrica cittadina sono scese al 20%, contro una media nazionale che supera il 42%, grazie alla distrettualizzazione della rete (32 distretti in città, 158 nell'intera provincia) e al progetto Aquarius, che con 1.265 sensori acustici in città e 535 nel resto della provincia consente il monitoraggio continuo delle condotte.
Dal 2017 a oggi la città di Brescia ha così recuperato 12 punti percentuali di dispersione, risparmiando 5,4 milioni di metri cubi d'acqua, quanto il fabbisogno annuo di una città di 70 mila abitanti.
Depurazione

Sul fronte depurazione, nel 2025 è stato avviato il nuovo impianto di Calvisano, parte di un maxi piano pluriennale da 81 milioni che comprende anche la realizzazione di fognature e acquedotto, mentre nel corso del 2026 sono entrati in funzione gli impianti di Visano e Pralboino e a breve anche quello di Ciliverghe di Mazzano. Progetti che oltre a restituire all’ambiente un’acqua depurata, consentono di superare le procedure di infrazione europee.



