Lettere al direttore

Un libro di marmo negato sulla lapide. Le mie perplessità

Scrivo mosso da un profondo desiderio di dialogo e comprensione, recentemente abbiamo vissuto il dolore della perdita di una persona amata. Per onorarne il ricordo avevamo pensato a un simbolo semplice e ricco di significato, una lapide a forma di libro aperto o lapide rientrante per raccontare una storia purtroppo interrotta. Gli uffici cimiteriali del Comune di Brescia Vantiniano in questi giorni hanno respinto il progetto del marmista applicando le nuove regole tecniche introdotte nel gennaio 2026 secondo cui la forma rientrante del libro non si allinea perfettamente alla superficie piana delle lapidi tradizionali. Comprendo l’esigenza dell’Amministrazione di mantenere l’ordine e il decoro e l’uniformità visiva nei nostri cimiteri, tuttavia da cittadino che si trova a vivere l’ennesimo lutto è difficile non provare un senso di smarrimento e dolore di fronte a valutazioni e decisioni così rigide e geometriche, applicate a quello che per una famiglia è solo un simbolo di eterno affetto. Noi bresciani siamo storicamente un popolo laborioso, concreto, ma anche profondamente unito e dignitoso nel momento del dolore, abbiamo una sensibilità radicata che ci porta a stringerci attorno a chi soffre. In questo cammino la nostra Chiesa locale e le comunità parrocchiali svolgono da sempre un ruolo insostituibile, non ci offrono mai freddi precetti, ma braccia aperte, consolazione e un calore umano che aiuta a superare lo smarrimento della morte. Per questo vedere e constatare una tale rigidità millimetrica proprio sui marmi del cimitero rischia di ferire quel senso di comunità e di pietà cristiana che definisce la nostra terra. La mia perplessità nasce anche da una constatazione, passeggiando nei cimiteri cittadini per trovare un momento di pace e preghiera, ho notato alcune lapidi a forma di libro realizzate e posate di recente dopo il regolamento cimiteriale comunale del gennaio 2026: questo mi fa sperare che a volte sia possibile trovare un punto di incontro tra la necessità della burocrazia e dei rigidi e gelidi nuovi regolamenti e la sensibilità dei cittadini. Il mio non vuole essere un attacco agli uffici cimiteriali preposti ma un caloroso appello affinché la macchina comunale in un ambito così delicato come quello cimiteriale sappia aprirsi a una comprensione più flessibile. Chiedo solo che venga fatta chiarezza e che a tutti i cittadini sia concessa la stessa attenzione e la medesima possibilità di ricordare i propri cari con serenità e dignità.

Fabio Rizzolini

Brescia

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...