Il 13 agosto 2001 il caso Caffaro irrompe sulle cronache nazionali. Brescia scopre di avere sotto i piedi una delle contaminazioni industriali più gravi d’Italia: Pcb, diossine, mercurio e altri veleni hanno oltrepassato da tempo i cancelli dello stabilimento, raggiungendo terreni, rogge e quartieri cresciuti attorno alla fabbrica.
Da quel giorno sono trascorsi esattamente 25 anni. Un quarto di secolo nel quale il nome Caffaro è diventato sinonimo di divieti, analisi, battaglie dei cittadini, procedimenti giudiziari e bonifiche attese per una generazione. Ma anche una storia che non può essere raccontata soltanto attraverso concentrazioni di inquinanti, milioni stanziati e carte amministrative: perché dall’altra parte ci sono le persone che in quei quartieri hanno vissuto, lavorato e continuano ad abitare. E che, in questo quarto di secolo, non hanno ricevuto l’ombra di un risarcimento.

A venticinque anni dall’esplosione del caso, il mini podcast «25 anni dopo» torna all’origine di quella storia e arriva fino ad oggi, mettendo insieme testimonianze e voci raccolte sul campo: da Maurizio Margaroli, allora presidente della Quarta Circoscrizione allo storico dell’ambiente Marino Ruzzenenti, passando per Pierino Antonioli e per i tecnici che ora si stanno occupando del gran cantiere della bonifica. Un viaggio nell’eredità della Caffaro e nel presente di una vicenda che, dopo un quarto di secolo, non può ancora essere consegnata al passato.




