A Brescia cure a domicilio per 23mila persone all’anno

Vengono coperte dal Servizio sanitario e rispondono a vari bisogni del paziente e della famiglia
Più figure in campo per favorire la permanenza in casa - © www.giornaledibrescia.it
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L’Italia invecchia e le case di riposo non bastano più: strutture sature, personale ridotto, liste d’attesa in continuo aumento. La necessità di ripensare l’assistenza è palese e condivisa. A farsi largo sono modelli alternativi di residenzialità e forme di cura capaci di entrare nelle case, rispettando i bisogni delle persone e restituendo dignità all’invecchiamento nel proprio ambiente di vita.

Tre forme di assistenza

È in questo contesto che, a carico del Sistema sanitario, anche nella nostra provincia vengono erogare tre forme di assistenza domiciliare: le C-dom (che prima del 2022 si chiamavano Adi, acronimo di assistenza domiciliare integrata), le Ucp-dom (ossia le cure palliative domiciliari) e la misura Rsa aperta.

Tre forme di assistenza che non vanno confuse con i servizi a domicilio offerti dai Comuni attraverso enti accreditati. Servizi, questi ultimi, che richiedono la compartecipazione alla spesa da parte del cittadino in base all’Isee.

Le cure a domicilio sono un'opportunità per 23mila utenti - © www.giornaledibrescia.it
Le cure a domicilio sono un'opportunità per 23mila utenti - © www.giornaledibrescia.it

Nel territorio di Ats Brescia (che comprende tutta la nostra provincia, Valcamonica esclusa) gli utenti di queste tre forme di assistenza sono quasi ventitremila all’anno (dato 2024, l’ultimo disponibile). Si parla in generale di utenti e non di persone in quanto è possibile che nell’arco dei dodici mesi alcuni soggetti abbiano usufruito in momenti diversi delle varie misure disponibili.

Ogni età

Nel dettaglio, nell’anno preso in considerazione, hanno fatto ricorso alle cure domiciliari C-dom 16.534 utenti, perlopiù donne (9.994) con un’età media di 80 anni. Gli accessi totali nelle case sono stati 376.222. Il servizio, come accennato, è a carico del Sistema sanitario (senza alcun costo per il cittadino) e viene offerto a persone di qualunque età compromesse nell’autonomia.

La richiesta, prescritta da medico di famiglia o pediatra di libera scelta, va presentata all’Asst territorialmente competente. E l’attivazione è subordinata all’esistenza di determinate condizioni, come bisogni sanitari e sociosanitari gestibili a domicilio e la non autosufficienza, parziale o totale, di carattere temporaneo o definitivo.

I servizi offerti sono vari: si va da prestazioni occasionali come prelievi del sangue e medicazioni fino a interventi proposti da più operatori (infermiere, fisioterapista, geriatra, fisiatra, psicologo...) in base ai bisogni dell’utente e al suo Piano assistenziale individuale. L’erogazione è a cura di enti accreditati dalla Regione e a contratto con Ats Brescia scelti dall’utente; nel territorio di riferimento gli enti sono 37.

Palliative

La seconda forma di assistenza a domicilio gratuita riguarda le cure palliative (Ucp-dom) a favore di persone affette da patologie ad andamento cronico e irreversibile. Anche in questo caso sono previsti interventi di base e specialistici a cura di équipe multiprofessionali (medico, infermiere, psicologo, Oss, fisioterapista...).

Nel 2024 le Ucp-dom sono state richieste da 2.132 utenti, per metà donne, con un’età media di 77 anni. Le prestazioni erogate sono state 271.910. Nella nostra provincia, Valcamonica esclusa, gli enti erogatori di questi servizi sono 19: tre pubblici e 16 privati (dei quali 14 no profit) tutti a contratto con Ats Brescia.

Over 75 o invalidi

Infine c’è la Rsa aperta, una misura introdotta dalla Regione nel 2018 e confermata anche per il 2026 per assicurare interventi gratuiti a domicilio di natura sociosanitaria a due tipi di destinatari: persone affette da demenza certificata o anziani di età pari o superiore a 75 anni riconosciuti invalidi civili al 100%.

In entrambi i casi le persone devono disporre di almeno un caregiver famigliare o professionale. Tra gli interventi previsti figurano attività di stimolazione cognitiva, assistenza nell’igiene personale, percorsi formativi per il caregiver e supporto psicologico a suo favore.

La richiesta della famiglia va presentata alla Rsa scelta tra quelle che hanno sottoscritto il contratto con l’Ats, che sono 45. Nel 2024 hanno avuto accesso al servizio 3.656 utenti (dei quali 2.371 donne) con un’età media di 85 anni. Le prestazioni erogate sono state 231.712.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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