I Comuni bresciani con piani personalizzati e la badante condivisa

Quest’ultima figura è stata introdotta a Sarezzo. In città il Servizio di assistenza domiciliare segue 520 persone, perlopiù anziane
Potenziato il servizio delle badanti a Sarezzo - © www.giornaledibrescia.it
Potenziato il servizio delle badanti a Sarezzo - © www.giornaledibrescia.it
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Fino a qualche decennio fa l’assistenza domiciliare a Brescia era quasi un servizio marginale. Oggi è uno dei pilastri del welfare cittadino. Il Comune investe circa un milione e 400 mila euro all’anno nel Servizio di assistenza domiciliare (Sad), in una città in cui il 25% della popolazione ha più di 65 anni.

Gli anziani soli sono circa 17 mila, di cui 4.500 ultra 85enni e circa 500 oltre i 95 anni, numeri che restituiscono l’immagine di una vera e propria «città dei grandi anziani».

Costi

Nel 2025 gli utenti seguiti dal Sad comunale sono 520. La presa in carico riguarda soprattutto la fascia dei grandi anziani, mentre risultano più contenuti gli interventi tra i 65 e i 74 anni.

Dal 2020 Brescia ha introdotto il sistema del budget di assistenza: il Servizio sociale, insieme alla famiglia (che contribuisce alla spesa in base all’Isee), costruisce un progetto personalizzato e l’intervento viene poi realizzato da un’agenzia accreditata.

I budget vanno da 100 a mille euro, anche se oltre il 50% delle situazioni rientra sotto i 350 euro mensili, con interventi settimanali legati alla cura della persona, alla non autosufficienza e al supporto familiare.

La rete

Il sistema si fonda su una rete di nove fondazioni e cooperative accreditate, con due-quattro realtà attive in ogni zona tra cui le famiglie possono scegliere.

Accanto all’assistenza domiciliare tradizionale operano anche servizi collaterali: dall’adattamento dell’ambiente domestico, con interventi mirati a migliorare sicurezza e autonomia, allo sportello per assistenti familiari, che conta circa 300 badanti iscritte, strumenti sempre più integrati nella presa in carico complessiva. Anche in provincia il Sad rappresenta un presidio fondamentale.

Dai laghi alle valli: a Gardone Riviera

Uno schema simile a quello di Brescia si ritrova anche in altri Comuni. A Gardone Riviera il servizio di assistenza domiciliare è coordinato dal Servizio sociale comunale ed è svolto da ausiliari socio-assistenziali dipendenti del Comune.

È rivolto a persone anziane o inabili, temporaneamente o permanentemente impossibilitate a provvedere in autonomia alla cura personale e dell’ambiente domestico, con l’obiettivo di sostenere il nucleo familiare e favorire la permanenza a domicilio. A Salò il Sad si configura come un insieme articolato di prestazioni socio-assistenziali rivolte ad anziani, disabili e persone in stato di bisogno.

Gli interventi spaziano dal segretariato sociale all’igiene e cura della persona, dal servizio pasti all’aiuto nella deambulazione e mobilizzazione con il coinvolgimento dell’assistente sociale e degli operatori socio-assistenziali.

A Sarezzo

A Sarezzo il Comune ha potenziato il servizio e ha introdotto la badante condivisa gestita dai Servizi sociali: una decina di utenti usufruisce gratuitamente dell’assistenza e una quindicina accede a tariffe calmierate.

L’estensione degli orari delle badanti anche al pomeriggio ha rafforzato non solo il supporto materiale ma anche la dimensione relazionale.

Guardando al futuro, l’Amministrazione comunale saretina ha avviato un tavolo tecnico e politico per ripensare i servizi in vista dell’aumento della popolazione anziana, studiando soluzioni alternative alla Rsa, come mini appartamenti e forme di coabitazione, per favorire socializzazione e qualità della vita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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