Cronaca

I Bess accendono il Consiglio a Flero: intesa per un «tavolo»

Accordo per superare l’idea di creare una commissione e far nascere un organismo «tecnico-politico» aperto
Alice Resconi
Un impianto Bess con i container - Foto Enel
Un impianto Bess con i container - Foto Enel

Il tema dei Bess, i sistemi di accumulo dell’energia, è arrivato al centro del Consiglio comunale di lunedì sera richiesto dalle minoranze. Una discussione partita in modo acceso ma che si è conclusa con un accordo tra maggioranza e minoranza dopo una pausa dio dieci minuti della seduta, sull’istituzione non di una commissione come richiesto dalla minoranza, ma di un tavolo tecnico-politico voluto dalla maggioranza, aperto così ai cittadini e ai comitati. Il tema ha aperto il confronto sulla gestione delle informazioni e sui tempi con cui le diverse procedure sono state portate all’attenzione del Consiglio e della cittadinanza.

A ricostruire la vicenda è Nadia Pedersoli, capogruppo di Buongiorno Flero, che racconta come la minoranza sia partita dalle richieste di connessione a Terna per capire quante iniziative fossero interessate al territorio. «Abbiamo scoperto che le richieste per i Bess sono molte di più di quanto conoscevamo: si parla di circa 460 Mw» spiega l’ex sindaco. Un dato che ha fatto scattare la richiesta di convocazione del Consiglio: «Durante la seduta, è emersa la presenza di tre progetti Bess, uno a Flero e altri due a Brescia, ma a ridosso del confine col paese».

A questo si aggiunge il capitolo «data center»: la documentazione preliminare per una proposta di insediamento risulta depositata nel dicembre 2025. È proprio la questione della trasparenza a dividere: «Tutte queste procedure sono state depositate già dal 2024 – sostiene la capogruppo –. È grave che il Consiglio comunale sia arrivato così tardi a prendere in mano la situazione». La necessità è inoltre capire cosa potrebbe arrivare in futuro e quali strumenti abbia il Comune per governare queste trasformazioni: da qui la richiesta di intervenire sul Pgt e dotarsi di un organismo capace di seguire le procedure.

Una ricostruzione che il sindaco Pietro Alberti respinge. «Da parte nostra c’è stata massima trasparenza» afferma. Sul data center, il primo cittadino sostiene che l’Amministrazione si sia opposta fin dall’inizio. Quanto al Bess di Flero, Alberti spiega che il Comune ne è venuto a conoscenza quando l’azienda ha comunicato l’avvio dell’iter e sostiene di non aver celato oppure omesso informazioni: «I Comuni vengono sorpassati all’interno di questi procedimenti – conclude –. Noi abbiamo espresso parere favorevole ma condizionato» E questi sono i fatti.

Alla fine il confronto ha portato a un punto di incontro e all’istituzione del tavolo tecnico che dovrà essere attivato entro 30 giorni in vista di «un metodo condiviso». Ora si dovrà fare chiarezza sul quadro dei progetti e, soprattutto, sui margini che il Comune ha per incidere sulle scelte che riguardano il territorio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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