Cronaca

Chiari, Nave e Lonato: i tre paesi ospiteranno impianti di accumulo

Fanno parte, insieme a Brescia, Flero, Torbole Casaglia e Travagliato, dei territori interessati da una delle 17 richieste presentate a Terna per progetti Bess
Come si presenta un container di un impianto Bess
Come si presenta un container di un impianto Bess

Brescia e Flero, ma anche Chiari, Torbole Casaglia, Travagliato, Lonato e Nave. Sono 17, per 2,37 GW totali, le richieste per impianti di accumulo elettrochimico Bess che ad oggi sono giunte a Terna. Si tratta di progetti ancora in fase di approvazione. Vediamo nello specifico tre di questi casi: Chiari, Nave e Lonato del Garda.

Chiari

(di Daniele Piacentini)

Il maxi-impianto d’accumulo energetico previsto a Chiari ha già un luogo dedicato. Si tratta della stazione Terna di via Di Mezzo, nella campagna clarense a occidente del centro storico, in direzione di Pontoglio. Il sistema a tecnologia Bees dovrebbe quindi trovare spazio nell’area già oggi occupata da una delle principali centrali elettriche di smistamento della zona, dove l’alta tensione viene trasformata in media tensione e da lì, attraverso numerose dorsali, va a fornire energia a mezza Bassa Occidentale. La potenza ipotizzata nella domanda ministeriale è di 0,32 GW per quanto riguarda Chiari, che storicamente è uno degli snodi energetici principali della provincia.

L'area a Chiari dove sorgerà l'impianto Bess
L'area a Chiari dove sorgerà l'impianto Bess

«Chiari – spiega il sindaco Gabriele Zotti –, è da decenni una zona pivot di smistamento della corrente, rappresentando uno dei nodi della rete a livello nazionale. Da quanto ci è stato comunicato, la zona interessata da quest’ipotesi di intervento è quella già oggi vocata a quel tipo di produzione e smistamento, cioè la centrale Terna, tra le località Santellone e San Bernardo».

Nella medesima zona pochi anni fa, precisamente nel 2022, Terna aveva già investito circa 60 milioni di euro per la riqualificazione a 380 kV del precedente elettrodotto a 220 kV, della lunghezza di circa 36 chilometri, che collega Cassano d’Adda e Chiari, seguendo di fatto il tracciato del collegamento autostradale BreBemi attraverso i territori delle province di Milano, Bergamo e Brescia. I primi lavori, quelli più consistenti, avevano riguardato proprio l’Ovest Bresciano, con le dorsali che attraversano Urago d’Oglio, Rudiano e la stessa Chiari.

Nave

(di Barbara Fenotti)

Una veduta di Nave
Una veduta di Nave

Non è la prima volta che a Nave si parla di grandi impianti legati alla produzione o alla gestione dell’energia. Il precedente più vicino è quello della centrale a turbogas progettata alcuni anni fa nell’ex sito industriale di via Bologna, poi mai realizzata. Ora il nome del paese torna nelle carte del settore energetico, questa volta per un maxi sistema di accumulo.

Tra le richieste di connessione presentate a Terna per realizzare impianti Bess nel Bresciano, infatti, una riguarda Nave e avrebbe una potenza di circa 200 megawatt. Chi sia il privato che l’ha avanzata e soprattutto dove intenda collocare le batterie, però, al momento non è dato sapere. Qualche indicazione arriva dalla cartografia: a differenza delle ipotesi relative a Brescia e Flero, che interessano terreni agricoli, quella di Nave ricadrebbe in un’area urbanizzata, industriale o ex industriale e all’interno del centro abitato. Gli indizi portano quindi verso gli spazi occupati in passato o ancora oggi da grandi realtà produttive, ma senza elementi sufficienti per individuare con certezza il sito. Nave, del resto, rappresenta un nodo significativo della rete elettrica: nella documentazione di Terna compaiono apparati della stazione elettrica sia a 132 kV sia trasformatori 380/132 kV.

In Municipio, però, della pratica per ora non c’è traccia. «In Comune non è stata depositata a protocollo alcuna richiesta e non siamo al corrente del fatto che qualcuno intenda realizzare un progetto di questo genere sul nostro territorio – spiega il sindaco Matteo Franzoni –. Se verrà presentata una richiesta, naturalmente la esamineremo e valuteremo il da farsi». Per ora, dunque, resta una domanda di connessione alla rete, senza che un progetto sia ancora arrivato sui tavoli comunali.

Lonato

(di Alice Scalfi)

Dall’agrivoltaico alle maxi batterie. Sul territorio di Lonato prende forma una nuova geografia dell’energia, tra impianti già autorizzati, progetti ancora in corso di valutazione e richieste di connessione per sistemi di accumulo. A indicarlo sono anche i dati di Terna: nella piattaforma Econnextion, aggiornata al 31 luglio, sul territorio lonatese compaiono richieste di connessione per sistemi di accumulo per una potenza complessiva di circa 0,19 GW, vale a dire 190 megawatt. Il dato va però letto con cautela: si tratta di richieste di connessione alla rete, non di impianti già autorizzati. Quasi tutta la potenza indicata, il 96,62%, riguarda sistemi Bess stand-alone, quindi impianti di accumulo autonomi e non collegati a un parco fotovoltaico. Le pratiche hanno inoltre raggiunto fasi diverse dell’iter tecnico: una parte risulta con la soluzione tecnica minima generale, la cosiddetta Stmg, già accettata, mentre un’altra figura tra i progetti in valutazione.

Il dato sugli accumuli si inserisce in un territorio sul quale sono già in corso altre importanti iniziative legate alla produzione di energia. La più avanzata è il progetto agrivoltaico «Lonato», presentato da Ine La Cassetta Srl: 23,2 MW tra Lonato e Bedizzole, per il quale il Ministero dell’Ambiente ha concluso lo scorso 24 giugno la procedura di Valutazione di impatto ambientale con esito positivo, accompagnato da prescrizioni e raccomandazioni. Più recente è invece il progetto previsto a Esenta, presentato da Lio Energy Bubo Srl. L’intervento prevede un impianto agrivoltaico da 19,27 MW, accompagnato da un sistema di accumulo da 6,5 MW, con opere di connessione che interessano anche Castiglione delle Stiviere. Per il progetto è in corso il procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione unica.

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