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Nuovo assetto per Save, ma l’aeroporto di Montichiari non cambia rotta

I francesi di Ardian e Finint rilevano il gruppo veneziano, valutato 1,2 miliardi. Il D’Annunzio resta centrale: confermato il piano da 100 milioni con magazzini automatizzati e tecnologie d’avanguardia
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Save: nuovi investitori, stesso assetto
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Nel cielo sopra Montichiari si incrociano nuove rotte... societarie. Ma lo scalo bresciano non cambia direzione: il piano di sviluppo da 100 milioni di euro prosegue con regolarità, e i lavori già avviati per il primo dei nuovi magazzini – 4.500 metri quadrati, automatizzato e dotato di intelligenza artificiale – confermano che il D’Annunzio guarda lontano, con i piedi ben piantati a terra.

Il riassetto del Gruppo Save è ormai definito. Il gruppo, con sede a Venezia, gestisce direttamente gli aeroporti di Venezia e Treviso, gestisce la veronese Catullo spa – a cui fanno capo gli scali di Verona e Montichiari – e detiene una partecipazione nell’aeroporto di Charleroi, in Belgio.

Chi entra e chi esce

La ridefinizione degli assetti proprietari riguarda la holding Milione spa, a cui fa capo Save, che viene ora valutata circa 1,2 miliardi di euro. La nuova compagine vede Finint Infrastrutture – con sede a Venezia – e Sviluppo 87, entrambe società che fanno capo a Enrico Marchi, detenere insieme il 50% del capitale. L’altro 50% passa ad Ardian, fondo internazionale con quartier generale a Parigi. A uscire di scena sono i fondi esteri Dws Infrastructure e Infravia Capital Partners, che detenevano complessivamente l’88% del capitale (il restante 12% era di Sviluppo 87).

L’operazione, il cui closing è atteso tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, non comporta cambi di governance: Enrico Marchi è stato confermato presidente del Gruppo Save e Monica Scarpa prosegue come amministratore delegato.

Enrico Marchi, presidente del Gruppo Save
Enrico Marchi, presidente del Gruppo Save

Lo scalo bresciano resta parte integrante della strategia industriale del gruppo. «Questa operazione rappresenta la continuità di un progetto che, con visione, abbiamo avviato venticinque anni fa – dichiarato Marchi –. Il Polo aeroportuale del Nord Est è una realtà solida che oggi guarda ancora più avanti, con nuovi partner e nuove energie».

Per Rosario Mazza, senior managing director e responsabile Infrastrutture Italia di Ardian, si tratta di «un’operazione di rilevanza strategica per il settore aeroportuale italiano, che apre un ulteriore percorso di crescita sostenibile e rafforza la competitività di lungo periodo, consolidando la collaborazione con gli stakeholder locali e contribuendo alla transizione del settore verso la decarbonizzazione». Un impegno confermato anche da Mathias Burghardt, executive vice president e ceo di Ardian France: «Siamo determinati, insieme a Finint, a sostenere lo sviluppo del Gruppo Save e degli aeroporti controllati, con una visione di lungo termine radicata nei territori».

«L’obiettivo – sottolinea Fabrizio Pagani, presidente di Finint Infrastrutture sgr – è dotare il Paese di infrastrutture moderne e ben gestite, creando valore per gli investitori e rafforzando il posizionamento internazionale del gruppo».

Il piano di sviluppo

A Montichiari, intanto, i motori restano accesi. Lo scalo è l’unico in Italia individuato nel nuovo Piano nazionale degli aeroporti – in via di approvazione – come interamente dedicato al traffico merci. Situato al centro di una delle aree industriali più produttive d’Europa, tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il D’Annunzio punta a intercettare quei flussi di merci che oggi viaggiano su gomma verso hub esteri.

Il Master plan approvato nel maggio 2025 delinea uno sviluppo al 2032 con 50mila metri quadrati di nuovi magazzini. Il primo, da 4.500 metri quadrati, sarà operativo nella prima metà del 2026; il secondo, da 10 mila, nei primi mesi del 2027. Completano il piano nuove aree manutentive, urbanizzazioni, raccordi, stand e piazzali. Già avviati anche i lavori sulla «resa», l’area di sicurezza in fondo alla pista, secondo gli standard internazionali.

«Montichiari è già oggi uno scalo competitivo – ha ribadito Monica Scarpa in una recente intervista al Giornale di Brescia –: non ha limitazioni operative e offre costi inferiori del 35% rispetto ad altri aeroporti. Il nostro obiettivo è farne un hub logistico di riferimento, con tecnologie avanzate, sostenibilità ambientale e intelligenza artificiale».

Occupazione e indotto sono destinati a crescere
Occupazione e indotto sono destinati a crescere

Le previsioni parlano di un raddoppio dei volumi di traffico. Gli addetti diretti saliranno da 200 a oltre 400, mentre l’indotto coinvolgerà trasporti, logistica, servizi accessori e nuove imprese nelle aree circostanti.

L’8 ottobre, una delegazione istituzionale composta da Regione Lombardia, Provincia e Camera di commercio ha visitato lo scalo per un aggiornamento sullo stato del piano. Un incontro che ha confermato la piena sintonia tra società di gestione e istituzioni locali.

Il cielo sopra Montichiari, insomma, resta sereno. Le manovre in alta quota non cambiano la rotta tracciata. E lo scalo bresciano continua a volare, con orizzonti sempre più internazionali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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