La rincorsa per il grande decollo è più lunga del previsto, a causa della burocrazia. Ma alla fine Montichiari diventerà un aeroporto cargo di riferimento per tutto il Sud Europa. Ne è più che convinto Paolo Arena, presidente della veronese Catullo, la società della galassia Save che gestisce anche lo scalo bresciano. Quello che manca per prendere definitivamente quota «è il decreto di conformità dell’Enac, atteso però entro il prossimo mese. Dopodiché si potrà partire con il Piano di sviluppo, la progettazione e le gare d’appalto».
È difficile non volare sulle ali dell’entusiasmo sapendo che sul piatto ci sono «100 milioni, che saranno utilizzati, tra l’altro, per quadruplicare i magazzini per le merci (da 15mila a 60mila metri quadrati), prolungare la pista per fare atterrare anche aerei più grandi, eseguire interventi di mitigazione ambientale, riqualificare i raccordi stradali di accesso, potenziare l’illuminazione, acquistare attrezzature per attività di carico-scarico dalle aeromobili».




