Uccisa a Castegnato, l'ultimo saluto ad Elena Casanova

Scarpe rosse fuori dalla parrocchiale, un palloncino rosso legato al feretro e una comunità stretta attorno alla figlia
  • Castegnato dice addio ad Elena Casanova
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Castegnato si è fermata per dare l’ultimo saluto ad Elena Casanova, la 49enne uccisa da Ezio Galesi esattamente una settimana fa. Bandiere a mezz’asta e serrande abbassate per rispettare il lutto cittadino proclamato dal sindaco del paese.

Il feretro è giunto sul sagrato della parrocchiale accolta da tantissimi cittadini raccolti in silenzio intorno alla figlia 17enne Alice che, circondata dalle amiche e dai familiari, ha accompagnato la mamma fin davanti all’altare. Sulla bara è stato legato un palloncino rosso, il colore simbolo contro la violenza di genere.

«Il grido di dolore accomuna tutta la comunità civile ed ecclesiale di Castegnato, che ha sentito il bisogno di stringersi insieme. Stasera l’invito a mettere un cero acceso alle finestre» ha sottolineato il parroco don Duilio Lazzari.

Quello che ha investito la collettività del comune franciacortino è «un groviglio di emozioni - ha proseguito il sacerdote - di fronte al quale l’unica via d’uscita è il silenzio. Ma il grido di dolore e la rabbia non devono rimanere muti ma devono essere ascoltati per essere compresi».

Un omicidio brutale quello dell’operaia dell’Iveco a Brescia, che l’uomo ha fin dall’inizio confermato: «In quel momento la volevo uccidere - le sue parole pronunciate in un interrogatorio davanti al pubblico ministero -. C’erano dei sentimenti, anzi no, ritratto e non voglio rispondere a questa domanda. È stato un raptus».

La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti ma alcuni terribili dettagli sono già stati accertati in via preliminare. Secondo i medici legali infatti l’uomo avrebbe colpito Elena con ben sedici martellate. L’arma del delitto potrebbe essere il martello contenuto nella cassetta di attrezzi che Galesi teneva con sé in auto e che usava per i lavori che gli venivano assegnati saltuariamente da amici e conoscenti.

Tanti aspetti sono però ancora da chiarire. Un aiuto alle indagini potrà giungere dall’analisi dei telefoni posti sotto sequestro, che saranno analizzati per capire se ci fossero state minacce prima dell’omicidio.

In quest’ottica sono al vaglio anche gli episodi antecedenti all’omicidio: nei mesi precedenti infatti Ezio Galesi aveva già provato a intimorire la donna, con scritte sui muri e giungendo perfino a tagliarle le gomme dell’automobile.

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