«In quel momento la volevo uccidere. Perché tanta violenza? Perché c’erano dei sentimenti, anzi no, ritratto e non voglio rispondere a questa domanda. È stato un raptus»: così Ezio Galesi nell’interrogatorio sostenuto questa notte davanti al pubblico ministero di Brescia Carlo Pappalardo nel quale l’uomo ha ammesso l’omicidio dell’ex compagna Elena Casanova, 49enne uccisa a colpi di martello.
«L’ho incrociata ieri in un negozio a Castegnato e poi sono andato ad aspettarla fuori casa». È qui, per strada, che l’ha uccisa. Poi, ha acceso una sigaretta e ha atteso l’arrivo dei carabinieri, avvisati su sua richiesta dai vicini di casa, che avevano sentito le urla della donna.
Tra i primi ad arrivare in via Fiorita, teatro del femminicidio, è stato l’ex marito della vittima che era in auto con la figlia 17enne. «L’ho visto davanti a Elena che era a terra, era lì, fermo immobile. Ho capito fosse successo qualcosa, e in quel momento ho pensato solo a portare via mia figlia».



