Uccisa a Castegnato: oggi l'autopsia, telefoni sotto la lente

Stabilire con quanta violenza Ezio Galesi si è scagliato contro la ex compagna. Quantificare la brutalità dell’aggressione andata in scena in via Fiorita a Castegnato, all’ora di cena di mercoledì. Graduare le aggravanti di un’accusa che, già di per sé gravissima, rischia di trasformarsi in un viaggio, senza ritorno, verso una condanna a fine pena mai. A questo servirà l’autopsia che il sostituto procuratore Carlo Pappalardo, magistrato di turno quella sera e titolare del fascicolo aperto per l’omicidio di Elena Casanova, conferirà questa mattina e che, già in serata, potrebbe dare i primi risultati.
I medici legali, oltre a confermare la brutale causa del decesso, saranno chiamati in particolare a stabilire quante martellate il 59enne in cella da cinque giorni ha sferrato al capo della 49enne con la quale non stava più da qualche tempo. Dal loro esame la procura immagina inoltre di ricostruire quei dettagli che ancora mancano alla dinamica, ma che non sono destinati a modificare la sostanza del brutale femminicidio.
Sotto il profilo investigativo da chiarire resta semmai se Ezio Galesi abbia premeditato l’agguato mortale. O se - come il 59enne ha detto al pubblico ministero nel corso dell’interrogatorio della stessa sera del delitto - le martellate ad Elena Casanova siano il frutto di un «raptus». Gli inquirenti, per dipanare la questione, si stanno interrogando sul martello che Galesi aveva in auto e che ha utilizzato per uccidere la ex.
I carabinieri della Compagnia di Chiari nelle scorse ore hanno potuto escludere che il 59enne abbia rubato quell’utensile all’Obi. All’Obi, mercoledì pomeriggio, Galesi ci è andato, ma non ha prelevato alcunché senza pagarlo. I militari hanno sentito i commessi del maxistore del «fai da te». Sono stati loro ad escludere la circostanza circolata nelle ore immediatamente successive al delitto. Durante l’ interrogatorio del pm l’uomo ha spiegato che quel martello (evidentemente usato) faceva parte della cassetta di attrezzi che teneva con sé in auto e che usava per i lavori che gli venivano assegnati saltuariamente da amici e conoscenti.Il 59enne ha detto anche che con Elena Casanova non si vedevano e sentivano da più di un anno. Una circostanza che gli inquirenti stanno cercando di verificare. Il suo telefono e quello della sua vittima sono stati posti sotto sequestro e saranno analizzati. Lo scopo è proprio quello di verificare se, come ha affermato Galesi, non vi fossero più stati contatti, o se invece il brutale omicidio sia arrivato al culmine di un’escalation di atti vessatori. Gli inquirenti sono in cerca di chiarimenti anche sull’episodio del taglio delle gomme dell’auto di Elena Casanova e delle scritte comparse sui muri attorno a casa.
Gli episodi sono davvero legati ad un debito di mille euro che la donna nei confronti del 59enne, o sono semmai conseguenza di altro? Per avere il quadro decisamente più chiaro in queste ore, in Procura, sfileranno diversi testimoni, persone che conoscevano la vittima e che dovrebbero essere in grado di riferire in che rapporti fosse con l’uomo che mercoledì sera ha deciso di strapparle di dosso il futuro a colpi di martello.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
