Alla base di tutto vi è la mancanza educazione ai sentimenti. Educare ai sentimenti, fin dai primi passi della vita: questa è la strada principale. Ne è convinto Bruno Barbieri, psicologo clinico e psicoterapeuta, presidente de «Il cerchio degli uomini» (348.4644766), associazione bresciana che dal 2013 ad oggi si è presa cura di oltre trecento uomini che hanno usato violenza contro le donne. «Una delle difficoltà principali che accomuna tutti loro è la capacità di gestire la rabbia, un’emozione poco conosciuta».
Una riflessione, quella dell'esperto, sollecitata a poche ore dal dramma che si è consumato a Castegnato, sul ciglio di una strada, a pochi passi da una casa alla quale la vittima, Elena Casanova, non ha più fatto ritorno, stroncata mentre ancora era a bordo della sua auto dalle martellate infertele dall'ex, Ezio Galesi, lasciato da oltre un anno.
«Dicevo che ad accomunare gli uomini violenti è la mancanza di coscienza di quello che hanno fatto - continua il presidente -. Dobbiamo, tuttavia, distinguere: dalla nostra esperienza ci sono uomini, in particolare quelli che provengono dall’Est più prossimo a noi, ma anche dal lontano Oriente, che ritengono giusto picchiare le loro donne. Per loro non è violenza, ma è un modo per educarle. Gli italiani non hanno percezione delle loro azioni e si giustificano con le classiche frasi: me le ha tirate fuori di mano, mi ha provocato talmente tanto che non sono più riuscito a trattenermi. Si giustificano. La colpa è sempre dell’altra, che ha provocato. Poi - aggiunge ancora Barbieri - tendono sempre a minimizzare la violenza e le motivazioni reali non vengono mai a galla perché non riescono a pensarsi come soggetti che sono in sofferenza, vittime di loro stessi». Nessuna speranza, dunque? «Forse cambierà tra qualche decennio, purché si continui ad educare ai sentimenti, anche nelle scuole. Nei giovani c’è già maggiore coscienza di quello che hanno fatto».



