Sebino e Franciacorta

Uccisa a Castegnato: prima il pirlo e il furto del martello

Queste le ultime tappe di Ezio Galesi prima di compiere il femminicidio di Elena Casanova per cui è in carcere
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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'HO DECISO DI UCCIDERLA'

Dopo aver finito il turno in fabbrica alle 14, in un’azienda del paese, fino alle 18.30 di mercoledì sera Ezio Galesi rimane al bancone del bar della piazza di Castegnato. Quello che frequenta ogni giorno sul lato opposto rispetto a casa sua. Con la solita gente, le solite persone con le quali solo domenica aveva pranzato per poi trascorrere il pomeriggio all’oratorio.

Lunedì invece aveva regalato alla titolare del locale un alberello realizzato con le palline di lana. «Bianco e blu come i colori del Brescia. Li faceva lui e continuava a proporceli. Lo chiamavamo infatti "quello degli alberelli"» ricordano i frequentatori del bar. Nel locale ce ne sono tre. «Era tranquillo, rideva con il suo solito gruppo di amici. Mai avremmo pensato potesse fare una cosa così anche perché di Elena non parlava mai. Al contrario raccontava di esperienze con donne diverse» spiega la titolare del locale sconvolta da quanto accaduto. In un altro bar sotto i portici dicono invece che «la storia dei soldi non gli andava giù. Gli capitava di dire "prima o poi la uccido"».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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