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Brescia e Hinterland

I NOMI

Un altro femminicidio dopo un mese: le vittime di Brescia


Brescia e Hinterland
21 ott 2021, 06:00
QUATTRO FEMMINICIDI IN UN ANNO

Soltanto un mese e una settimana dopo l’ultimo femminicidio, la provincia di Brescia torna a fare i conti con un’altra vittima donna uccisa dall’ex che non accettava la separazione. La quarta in meno di un anno.

Trentasette giorni dopo l’omicidio di Giuseppina Di Luca, ammazzata sulla soglia di casa il 13 settembre ad Agnosine dal marito Paolo Vecchia da cui si stava separando, ha perso la vita a Castegnato Elena Casanova, 49enne, uccisa in strada a martellate dall’ex fidanzato Ezio Galesi ieri sera. Dei rapporti fra i due si sa ancora poco. Si sa, però, che nemmeno Galesi aveva accettato la fine della relazione. Proprio come Vecchia. 

Soltanto negli ultimi undici mesi in provincia di Brescia sono state uccise quattro donne. A novembre 2020 ha perso la vita Viktoriia Vovkotrub, donna di origini ucraine uccisa dall'ex compagno Kadrus Berisa e poi seppellita nella bocciofila abbandonata in via divisione Acqui a Brescia. Il 12 agosto 2021 Shegushe Paeshti è stata strangolata dal marito Shkelqim Bedeli, che poi si è impiccato. In dieci anni sono 23 le donne uccise dai loro partner o in quanto donne soltanto nella nostra provincia.

I processi aperti per femminicidio

Sono attualmente due i processi in corso a Brescia per femminicidio, altri due devono iniziare, uno si è concluso. In aula si è già presentato Gianluca Lupi, quarantunenne che a maggio 2020 a Milzano ha ucciso a coltellate la moglie di 39 anni Zsuzsanna Mailat, e il 7 settembre è iniziato il processo di primo grado per l’omicidio di Viktoriia Vovkotrub, che vede imputato l’ex compagno Kadrus Berisa. Deve ancora iniziare quello di Mina Safine, morta per ustioni riportate durante un incendio in casa che si ipotizza appiccato dal marito, e poi sarà il turno di Paolo Vecchia, l’ex di Giuseppina Di Luca. Infine, a giugno è stato condannato all’ergastolo Andrea Pavarini, autore dello stupro e della morte di Francesca Fantoni.

Le denunce in procura

Da gennaio a settembre 2021 sono stati aperti 833 fascicoli dal dipartimento soggetti deboli della Procura di Brescia, composto da sei pm e coordinato dal procuratore aggiunto Silvio Bonfigli. Per 312 di questi è partita la richiesta di archiviazione – per infondatezza della notizia di reato, mancanza di condizioni e altri motivi –, mentre per 107 sono scattate le istanze di misure cautelari: 89 in carcere e 18 ai domiciliari. Praticamente dieci al mese. I numeri del 2020 sono simili: 1.002 fascicoli aperti, 729 le richieste di archiviazione, 362 quelle di rinvio a giudizio, 105 tra arresti e richieste cautelari in cella. Per Bonfigli l’aumento delle dei casi dal 2019 a oggi si spiega con il lockdown, che ha peggiorato la situazione, e con una maggiore consapevolezza delle donne rispetto allla possibilità di chiedere aiuto alle forze dell’ordine.

Le chiamate a Casa delle Donne

Alla Casa delle Donne, che in città ha sede in via San Faustino 28, ogni anno accedono tra le 400 e le 500 donne maltrattate. Da gennaio a settembre 2021 ha accolto 220 persone solo a Brescia, mentre a fine luglio sono stati 90 gli accessi al centro antiviolenza Chiare Acque di Salò e altri 45 al VivaDonna di Gardone Valtrompia. In totale le chiamate sono state 350.

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