Loggia 2023, sei candidati e 19 liste: la selezione è fuori dai partiti
Se nel calendario includiamo anche la giornata di oggi, il countdown segna meno tre giorni al deposito delle liste per le elezioni del 14 e 15 maggio. E il quadro - anche se fino a sabato, ultimo dei due giorni utili per presentarsi alla corsa per Loggia 2023, non può dirsi definitivo - racconta per ora di sei papabili candidati sindaco in lizza, accompagnati da 19 liste: alcune già note, altre spifferate per metà, altre ancora in via di definizione.
Ma come mai per la chiamata al voto delle Comunali si è arrivati così sotto scadenza a scegliere i 32 nomi da schierare? Perché mai come in questa tornata lo scouting vero si è consumato al di fuori del perimetro degli iscritti e dei militanti. E ora tutti si chiedono quanto peserà l’effetto «sc», alias: società civile.
Astensione
Le ragioni di questa «selezione» fuori dai confini del tesseramento sono varie e differenti a seconda del simbolo, ma non a caso tutti i riflettori sono stati per settimane puntati sulle liste civiche. La faccenda è più ingarbugliata di quanto possa sembrare. Ci sono partiti, come ad esempio Forza Italia, che hanno faticato a individuare tutti e 32 i candidati. Altri, come Fratelli d’Italia, che attraverso la composizione della lista hanno voluto certificare di «essere aperti a nuove competenze»: si pensi, ad esempio, alle candidature di Nini Ferrari e di Angela Maria Paparazzo, entrambe in corsa come indipendenti. Altri ancora, come il Pd, che si sono trovati a fare i conti con un ricambio generazionale non più rinviabile, anche se a tratti ancora faticoso.
Tirata la riga, le civiche al fianco di Laura Castelletti sono certamente 5 (Brescia Attiva, Al lavoro con Brescia, Morelli x Castelletti - Brescia 2030, BsGreen e la civica Laura Castelletti sindaco) e forse se ne aggiungerà una sesta: Brescia Capitale. Quelle al fianco di Fabio Rolfi sono al momento tre: la civica Rolfi sindaco, Brescia Davvero e Viva Bs-moderati. Il Movimento 5 stelle ha scelto un outsider come frontman, ovvero Alessandro Lucà, che aveva sì un passato nei meetup ma più come partecipazione civica che come attività politica.

A differenza del passato, quando i candidati sindaco civici proliferavano, oggi sono sempre più a supporto dei partiti. Per Loggia 2023, l’unica candidatura nata senza simboli al seguito (anche se ora ha il sostegno di Alternativa e di Lombardia Migliore) è quella di Alessandro Maccabelli (Maddalena per Brescia). Questo perché tutte le compagini si trovano oggi a dover fare i conti con due problemi: quello della classe dirigente e quello della sfiducia degli elettori verso i partiti, manifestata in modo sempre più eclatante a suon di astensione nelle urne. È così che lo scouting è diventato la vera arma trasversale di questa campagna elettorale.
La Prima Repubblica funzionava con criteri stabili: non c’era bisogno di guardare fuori, i partiti avevano di che scegliere al loro interno e le federazioni giovanili facevano da vivaio. I primi bagliori della grande moda della società civile hanno inaugurato la Seconda Repubblica, nata proprio sulle ceneri dei partiti tradizionali. E se a livello locale su questo passaggio i partiti sono riusciti a galleggiare per un bel po’, con la vecchia classe dirigente ancora al timone (o con la generazione di mezzo, ossia l’ultima classe politica cresciuta nel segno della Prima Repubblica), oggi il teorema non regge più. Lo testimonia l’affluenza sempre più in picchiata anche nelle Comunali, quindi anche dove c’è un rapporto più diretto tra governo e cittadino.
Progetto
Che succede? Attori diversi da quelli istituzionali sono non solo sempre più coinvolti nell’azione di governo, ma spesso hanno anche sempre più seguito. La ragione è che nell’immaginario collettivo il fondamento della società civile è dato dalle associazioni, dall’impegno gratuito in prima persona e sul campo, una sorta di «spazio di mezzo» tra il settore pubblico e quello privato, composto da persone che non fanno parte del puro ingranaggio politico. Il concetto di società civile si è cioè spostato verso un significato di valenza etica, ossia un impegno squisitamente orientato verso gli interessi delle altre persone e della comunità.
In sostanza, la società civile agli occhi degli elettori «produce spazio e azioni pubbliche» e ha, dunque, più fiducia: quella che gli schieramenti tradizionali faticano a riconquistare. Questo i partiti lo hanno capito. E adesso vogliono dimostrare agli elettori che loro stessi sono società civile, che governare è «produrre spazio e azioni pubbliche» senza tornaconto. Ma per farlo servono volti nuovi, che abbiano un seguito e, soprattutto, che possano certificare che fare politica - nei partiti o al loro fianco - non è un mestiere fatto di interessi. Bensì uno spazio pubblico che va abitato, nel quale si progetta il futuro comune. E che, per questo, è importante scegliere il progetto migliore.
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