Sondaggio Ipsos per il GdB, notorietà e preferenza come sindaco: Castelletti stacca Rolfi

Laura Castelletti è la candidata sindaco più conosciuta e gradita fra i protagonisti della scena elettorale, così come si configurava al momento del sondaggio Ipsos, condotto fra il 27 febbraio e l’11 marzo (qui la nota metodologica). Inoltre, secondo gli elettori, l’attuale sindaca facente funzione ha il profilo più vicino alle loro richieste.
L’altro principale candidato in corsa per la guida di Palazzo della Loggia, Fabio Rolfi, segue a una certa distanza.
Se le intenzioni di voto sugli schieramenti vedono quasi appaiati centrosinistra e centrodestra (vedi nelle pagine precedenti), è invece netto il vantaggio di Castelletti (che certamente beneficia anche del consenso guadagnato dall’Amministrazione comunale uscente) sul candidato leghista. Nulla, però, è scontato. Manca ancora più di un mese alle elezioni del 14 e 15 maggio: decisivi saranno gli incerti e coloro che sul gradimento hanno risposto «Non so/Non conosco». Vale a dire moltissimi bresciani.
La seconda puntata del sondaggio Ipsos-GdB entra nel vivo della vicenda elettorale. I nomi considerati che riportiamo nei grafici erano al centro dell’attenzione e della cronaca politica al momento dell’indagine; Rolfi e Castelletti a parte, nessuno sarà candidato sindaco, ma restano comunque esponenti di primo piano della battaglia elettorale, alcuni come candidati consiglieri di peso. Ma vediamo il contenuto del sondaggio.
Gradimento
Laura Castelletti è gradita come sindaco dal 48% degli intervistati (prevale fra i giovani). Alle sue spalle, con il 27%, c’è un volto storico del centrodestra, Viviana Beccalossi, che stacca di un punto Fabio Rolfi. È una sorpresa, ma fino a un certo punto vista la lunga esperienza in vari ruoli di Beccalossi (per altro attivamente impegnata nella campagna elettorale pro Rolfi e per ora libera da ruoli istituzionali). Nel centrosinistra Valter Muchetti e Federico Manzoni, che si sono contesi l’indicazione del Partito democratico per la carica di vice sindaco in caso di vittoria, sono vicini: 18% il primo, 16% il secondo.
Staccato c’è un altro protagonista di lungo corso della politica bresciana, Guido Galperti, consigliere comunale e provinciale, al tempo del sondaggio possibile candidato per Italia Viva.
Conosciuti
Vediamo i dati sul «non» gradimento. Il 29% degli elettori non vorrebbe per nulla Viviana Beccalossi, il 24% Fabio Rolfi e il 15% Laura Castelletti. Quest’ultima è la personalità più conosciuta dai bresciani fra i nomi del sondaggio: il 70% degli interpellati sa chi è. Dieci punti in più rispetto al 2018, segno che in questi anni ruolo e visibilità hanno pagato (tanto più nell’anno della Capitale della cultura). Al secondo posto c’è ancora Viviana Beccalossi, conosciuta dal 64% degli intervistati (il 66% nel 2018). Rolfi - che manca da dieci anni dalla Loggia per il suo impegno in Regione prima come consigliere e poi come assessore all’Agricoltura - è noto al 59% dei bresciani (5 punti in più che nel 2018).
Valter Muchetti è conosciuto dal 34% degli elettori (-2%), Federico Manzoni dal 29% ricordiamo che quando nel Pd si discuteva su quale dei due designare come vice sindaco, uno dei criteri presi in considerazione era proprio la popolarità. In realtà, la scelta finale - Manzoni - ha tenuto conto di considerazioni ben più ampie. Un dato importante: un bresciano su cinque non conosce nessuno dei nomi del sondaggio. Fa riflettere, considerata la lunga presenza di alcune personalità citate sul palcoscenico della politica bresciana.
Caratteristiche
Secondo il 54% degli elettori la principale caratteristica che deve avere un sindaco è la conoscenza dei problemi della città. Il 42% indica la serietà e la competenza (un aspetto sottolineato soprattutto dai giovani), il 32% l’onestà (che prevale fra gli elettori del centrosinistra), il 17% la capacità di innovare (anche in questo caso privilegiata dai giovani), il 16% la capacità di comunicare.
C’è un elemento interessante da valutare: solo il 6% dei cittadini segnala come necessità l’indipendenza dai partiti, forse non più visti come fonte di tutti i mali della politica. Un’altra curiosità: la capacità di comunicare in modo semplice e diretto è particolarmente apprezzata da chi non ha ancora deciso chi votare. È interpretabile come una sorta di messaggio rivolto ai candidati: «Per avere il nostro voto, parlate chiaro». Considerato l’ampio bacino di indecisi è un segnale su cui riflettere.
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