Grande è la confusione sotto il cielo del centrosinistra. Tanto grande che il tavolo in programma oggi, alle 20, è rimasto in dubbio fino all’ultimo. «Siamo in una situazione di stallo, non abbiamo fatto passi avanti. Cosa ci troviamo a fare? Tanto vale rimandare» era quel che si vociferava ieri sera. Alla fine la riunione si dovrebbe tenere, ma la fumata nera è scontata.
Per la scelta del candidato sindaco di Brescia alle elezioni di primavera, da mesi si è di fatto fermi ai tre nomi elencati a inizio estate dal sindaco Emilio Del Bono: gli assessori Pd Federico Manzoni e Valter Muchetti e la vicesindaca Laura Castelletti. Il tavolo della scorsa settimana è servito per definire il perimetro della coalizione che di fatto conferma l’alleanza che oggi governa la Loggia, da Sinistra Italiana a Italia Viva. Ma sui nomi resta lo stallo. Anzi, le cose paiono essersi complicate perché in casa Pd cresce la fronda di chi non vuole un «Papa straniero», vale a dire Castelletti, e Italia Viva ieri ha messo nero su bianco che farà parte della coalizione se e solo se il candidato sindaco sarà espressione del Pd.
La nota
Se invece il partito democratico «abdicherà a questo ruolo, dimostrandosi subalterno ad indicazioni minoritarie della coalizione, diventerà necessario per Italia Viva promuovere una lista civica autonoma, aperta alle altre componenti dell’alleanza regionale Terzo Polo/Lista Moratti che condivideranno tale scelta». Dopo aver ventilato corse solitarie, venerdì scorso i renziani si erano seduti al tavolo del centrosinistra. Stasera però non ci saranno, ritenendo «esaurito il confronto tra i partiti con la modalità finora attuata (dove uno vale uno) - spiega una nota - essendo chiaramente emersa una posizione largamente maggioritaria, in termini di consenso elettorale (Pd, Civica Del Bono, Italia Viva), sulle candidature indicate dal Pd». Insomma, si scelga tra i due nomi proposti dai dem (Italia Viva «conferma la preferenza per Manzoni»), «rispetto a ipotesi alternative, indicate da componenti della sinistra radicale e ambientalista, minoritarie per consenso elettorale».
Fare sintesi
L’invito ai dem è dunque «fare sintesi politica proponendo alla coalizione il candidato sindaco del Pd ed un essenziale quadro di riferimento politico e programmatico». Altrimenti Iv andrà da sola. Il documento Pd. In casa dem queste sono ore febbrili. Il primo a fare il nome Castelletti è stato il sindaco (del Pd) Emilio Del Bono, che ritiene la sua vice quella che meglio riuscirebbe a tenere unita la coalizione. Ma tra i dem cresce l’insofferenza e la rivendicazione di un candidato di partito. Ieri nelle chat del gruppo consiliare circolava un documento anonimo dal titolo «Costruiamo da Brescia il Pd del futuro».
Un «appello delle democratiche e dei democratici della città», senza però alcuna firma, per sostenere «con convinzione un candidato sindaco espresso dal Partito democratico per le amministrative 2023». L’assemblea cittadina ha indicato Manzoni e Muchetti come «i nomi migliori per interpretare la continuità e allo stesso tempo una visione programmatica che guardi al futuro» si legge nel documento.
Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
Rebus Castelletti
«Se Brescia vuole essere un esempio da seguire per un Pd all’altezza delle sfide del Paese, il Partito non rinunci al suo ruolo di guida dell’alleanza, e non rinunci alle sue migliori risorse». Insomma, un altolà all’ipotesi Castelletti. La quale, per altro, non ha mai detto di volersi candidare. Il suo nome è stato fatto da Psi e Si. Ma la sua disponibilità ci potrebbe essere nel caso in cui attorno al suo nome si trovasse l’unità della coalizione. Di fronte ai paletti di Iv, Pd e Civica potrebbe anche decidere di non farsi «schiacciare» da tatticismi e scontri muscolari tra partiti e correnti. Anche l’ipotesi «primarie di coalizione», rispolverata nelle scorse ore, non risolverebbe le cose: difficile che Castelletti possa accettare, la sfida si concentrerebbe tra Manzoni e Muchetti, spaccando i dem.
Quindi? «La sintesi si deve trovare al tavolo» spiegano esponenti del centrosinistra, «ma scontiamo le divisioni nel Pd». Le tifoserie dem d’altro canto insistono: «Muchetti è il candidato con più "presa" sui cittadini» dicono alcuni compagni di partito. «L’unico candidato in grado di ampliare la coalizione da Italia Viva a Sinistra Italiana è Manzoni» ribattono fonti vicine alla segreteria provinciale. La strada per scegliere il candidato pare insomma ancora lunga. E qualcuno ricorda che sullo sfondo resta Giovanni Comboni: un nome che potrebbe mettere d’accordo tutti?



