Il clima scanzonato si è palesato fin dal principio: «Scusi, è qui che ci si iscrive per candidarsi sindaco per il Pd?» ironizza qualcuno prima dell’inizio della riunione. «Ma sì, alla fine noi siamo così: discutiamo, discutiamo ma ci vogliamo bene e facciamo sempre quadrato, non vogliamo fratture». Alla fine, dopo un’attesa quasi da teleromanzo durata settimane, il Pd ha optato per la via dell’unità: nessuno spareggio, nessun duello.
Tutto è rinviato al tavolo della coalizione: sarà quello (e non l’Assemblea cittadina andata in scena ieri sera in via Risorgimento) il luogo in cui verrà designato il futuro candidato sindaco del centrosinistra per Loggia 2023. E i Dem, partito di maggioranza relativa, presenteranno sia il profilo di Valter Muchetti sia quello di Federico Manzoni. La scelta, votata quasi all’unanimità (due le astensioni), è scivolata alle 21.30, dopo un dibattito senza screzi ma anche senza picchi, durato tre ore. Un ritmo a tratti anche caciarone, dettato dal fatto che in realtà, come tutti ormai sapevano allo scoccare delle 18.30 - orario del conclave - il dado era già tratto. Al punto che anche chi invece sperava di chiudere una partita che «forse, visto questo esito, neppure meritava di essere avviata», uscendo dalla porta con disinvoltura declama a gran voce: «Come sempre, abbiamo scelto di non scegliere». Ma il sorriso sul volto suggerisce che l’amarezza è ormai archiviata.



