Zone rosse e lockdown non cancellano l'emergenza. L'aria di Brescia resta malata. Un po' meno di vent'anni fa, quando i livelli delle polveri sottili erano fuorilegge un giorno su tre. Ma in tre mesi ci siamo già mangiati il bonus annuale di 35 giorni oltre i limiti ammesso dalla direttiva europea del 2008 sulla qualità dell'aria. Al 31 marzo alla centralina Arpa del Villaggio Sereno Pm10 oltre la soglia di 50 microgrammi per metro cubo d'aria (µg/mc) già 38 giorni così come in quella di via Tartaglia.
Brescia, va detto, come tutto il bacino padano, sconta l'orografia del territorio: pochi venti e l'aerosol di inquinanti che ristagna nella grande pianura. Ma proprio per questo sono ancora più importanti le politiche messe in campo e i comportamenti individuali. Una sfida per il futuro e la salute di tutti.


