Ambiente

Acqua, aria e suolo: emergenze ambientali a Brescia un primato lombardo

Pur migliorando leggermente, il rapporto Arpa per il 2025 registra 110 interventi: nel 2024 erano 126
Un tecnico impegnato monitoraggio di campi inquinati - © www.giornaledibrescia.it
Un tecnico impegnato monitoraggio di campi inquinati - © www.giornaledibrescia.it
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L’emergenza ambientale nel Bresciano resta una costante. Dopo il quadro dello scorso anno - con un intervento ogni tre giorni - il nuovo rapporto Arpa consegna la stessa immagine della nostra provincia, ancora in testa con il maggior numero di segnalazioni in Lombardia: 110 nel 2025. Un dato inferiore rispetto ai 126 interventi registrati nel 2024, ma sufficiente a mantenere Brescia al primo posto regionale per numero di emergenze legate all’inquinamento di acqua, aria e suolo.

Pressione ambientale

Il primato non rappresenta una sorpresa, ma conferma una pressione ambientale strutturale. La provincia si distingue per una forte concentrazione di attività produttive, una presenza diffusa di impianti di trattamento rifiuti e una rete idrografica ampia e articolata, fattori che aumentano la probabilità di eventi con potenziale impatto ambientale. Un quadro che negli anni mantiene Brescia stabilmente in testa alla classifica regionale delle attivazioni di Arpa.

Il confronto con il 2024 evidenzia una lieve diminuzione degli interventi, senza però modificare il posizionamento del territorio nel contesto lombardo. Già lo scorso anno oltre la metà delle emergenze registrate in provincia riguardava l’inquinamento dei corsi d’acqua, con 82 casi legati a sversamenti, presenza di schiume, sostanze colorate o morie di pesci, fenomeni spesso connessi alle attività produttive o a malfunzionamenti negli impianti. Anche nel 2025 la principale causa di intervento si conferma l’inquinamento dei corpi idrici superficiali (56 interventi), che rappresenta la quota più rilevante delle emergenze ambientali.

Episodi che richiedono verifiche tecniche tempestive per individuare le origini della contaminazione e limitare possibili ripercussioni sugli ecosistemi locali. La conformazione del territorio bresciano, caratterizzato da una fitta rete di fiumi, rogge e canali, contribuisce a rendere questa tipologia di criticità particolarmente frequente.

Emissioni

Accanto alle problematiche legate all’acqua, si conferma significativa la presenza di emergenze connesse alle emissioni in atmosfera e agli incendi in ambito produttivo o nei siti di gestione rifiuti. Nel 2025 le emissioni hanno generato 21 interventi (22 nel 2024), mentre gli incendi sono stati 14 (11 l’anno prima), dati che confermano la rilevanza delle matrici aria e suolo tra le principali fonti di rischio ambientale nel territorio provinciale.

Il numero complessivo delle attivazioni Arpa riflette la complessità del sistema produttivo bresciano, l’ampia presenza di imprese manifatturiere, logistiche e metallurgiche. In molti casi le criticità segnalate riguardano episodi circoscritti che richiedono verifiche tecniche per accertarne la reale portata. Un altro elemento di continuità rispetto agli anni precedenti riguarda il ruolo dei cittadini nelle segnalazioni.

Anche nel 2025 la componente civica rappresenta la principale fonte di attivazione del sistema di risposta ambientale, segnale di una crescente attenzione verso i temi della tutela del territorio e della salute pubblica. Nel complesso, la fotografia restituita dal nuovo rapporto conferma come Brescia resti un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione delle emergenze ambientali legate alle attività umane.

Il dato delle 110 attivazioni del 2025 indica una pressione ancora significativa, ma anche l’efficacia di un sistema di monitoraggio ormai consolidato, capace di intercettare le criticità e di intervenire con tempestività attraverso controlli, sopralluoghi e analisi tecniche. La continuità del primato regionale suggerisce come la prevenzione resti un elemento centrale per ridurre il numero degli episodi, attraverso il rafforzamento dei controlli, l’innovazione tecnologica nei processi produttivi e una sempre maggiore integrazione tra enti locali, sistema sanitario e protezione civile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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