Qualità dell’aria, a Brescia preoccupano le Pm10

Con livelli di polveri sottili oltre i limiti consentiti, l’aria in città continua a destare preoccupazione. Per quanto riguarda le Pm10, secondo i dati diffusi da Arpa Lombardia, nel primo trimestre 2026 la stazione del Broletto ha superato 18 volte i 50 microgrammi per metro cubo consentiti dalla vecchia normativa, ancora in vigore. Il valore più alto è stato registrato il 2 gennaio, con 78 mg/mc, seguito da 77 mg/mc il 13 gennaio e da 75 il 14 dello stesso mese.
A Villaggio Sereno la centralina installata nel quartiere cittadino ha rilevato superi per 24 giorni mentre segnali meno critici manifesta la stazione di via Tartaglia, con 17 giorni extra limite e un picco di 75 mg/mc il 17 gennaio. Il Pm2.5 mostra valori più contenuti ma ancora significativi in rapporto agli obiettivi europei di medio periodo. Le criticità riguardano soprattutto le aree di pianura e i territori a maggiore concentrazione industriale e di traffico, dove le condizioni meteo della Pianura Padana favoriscono il ristagno degli inquinanti.
Secondo le analisi più recenti, la media annua di Pm10 nel capoluogo resta superiore ai livelli indicati dalle future soglie europee, rendendo necessario un ulteriore calo delle emissioni per rispettare i nuovi standard previsti al 2030. Anche il biossido di azoto continua a registrare valori elevati nei centri urbani più trafficati.
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