L’incontro con Tomaso Vezzoli, artista che conferma la vocazione del paese, palcoscenico della Mostra Mercato. La rassegna a fine agosto richiamerà oltre duecentomila visitatori. Percorro il centro storico di Bienno, giustamente considerato uno dei borghi più belli d’Italia, assaporando il passato, la storia operosa di queste orgogliose contrade.
Naturale pensare che la calma di questo assolato sabato mattina di giugno lascerà posto, a fine agosto, alle oltre duecentomila persone attese per la trentaquattresima Mostra Mercato, rassegna dell’artigianato che anima la parte finale delle estati della Valgrigna, valle laterale della media Valcamonica, dove Bienno è adagiato con portamento tanto nobile, quanto improntato al fare, all’intraprendere.
L’artista

In una bottega di via Contrizio, dorsale centrale del centro camuno, incontro Tomaso Vezzoli, esperto intagliatore e scultore del legno, che sin da ragazzo ha declinato la sua passione dividendosi tra arte e artigianato. Con semplicità, più con gli occhi e le espressioni facciali improntate a gentilezza e riservatezza, che con le parole, mi mostre le opere che tappezzano la bottega. Uno spazio, apprendo, di proprietà comunale, assegnata all’artista perché la mantenga viva e aperta alla collettività. Una riprova dell’anima aperta e ospitale di questo dinamico borgo. Una riprova, insieme, della nomea di Borgo degli artisti che da tempo è associata al paese.
Il progetto
In tale contesto va ricordata l’attività di Borgo degli Artisti 2.0, nato per promuovere e valorizzare l’arte contemporanea, grazie anche a Casa Valiga, la «Casa degli Artisti» che, grazie a un bando annuale, invita artisti emergenti a sviluppare progetti innovativi, in collaborazione con artisti e artigiani locali. L’iniziativa ha reso possibili interessanti collaborazioni con Università, offrendo residenze artistiche a studenti meritevoli. Ne derivano presenze anche internazionali con benefiche ricadute artistiche e turistiche, in profonda sintonia, ci sentiamo di dire, con lo spirito della Mostra Mercato, animata lo scorso anno da oltre 140 espositori.
Opere uniche

Osservo le opere di Tomaso Vezzoli, apprezzandone l’unicità e la forza espressiva. È l’autore stesso a raccontarne la genesi: «La prima e principale fonte d’ispirazione – afferma l’artista – è legata agli attrezzi che si producevano e ancora in parte si producono nelle fucine di Bienno». È così da decenni. Anche le sue singolari figure femminili, se le osservi con cura, derivano dalle forme del badile, della vanga.
«Sì – conferma Tomaso Vezzoli – per me la nostra ferrarezza è un punto fermo, una stella polare». Ed ogni sua opera, per la realizzazione della quale sono necessarie decine di ore, la considera un omaggio alla tradizione artigiana locale. Indugio sin che posso, un appuntamento in Franciacorta chiama, ma resterei ancora a lungo nel Borgo degli artisti, tra quelle case dove partecipammo attivamente alla stagione delle radio libere. Ma questa è un’altra storia…




