Storie

Pierina tra apparizioni e miracoli: la storia (e i misteri) delle Fontanelle

La presunta veggente prima apertamente osteggiata è stata rivalutata, il Vaticano: «I suoi scritti esprimono un’umile e completa fiducia nell’azione materna di Maria»
La fonte all'interno delle Fontanelle
La fonte all'interno delle Fontanelle

«Accompagnata dai carabinieri Pierina Gilli è andata all’appuntamento con la Madonna nel Duomo di Montichiari. Migliaia di persone l’attorniavano, la chiesa era gremita, c’era gente arrampicata persino sugli altari. All’alba fari di autocarri e di macchine di ogni tipo avevano forato il nebbione della pianura portando pellegrini da Padova, da Belluno, da Bologna, da Bergamo. In chiesa, durante l’"apparizione", un bimbo che non aveva l’uso degli arti si è messo a camminare, una giovane donna che non parlava da nove anni ha attaccato discorso». Iniziava così l’articolo che il Giornale di Brescia ha pubblicato in prima pagina il 9 dicembre 1947 per raccontare, appunto, il «clima di prodigio a Montichiari». Si domandava il giornalista: «Che dire di questi fatti verso cui l’autorità religiosa invita a un riserbo che può sembrare peraltro eccessivo? Il cronista non scrolla le spalle, sorridendo, e neppure si inginocchia sotto il vento del miracolo. Prende appunti».

Il racconto dell'apparizione sulla prima pagina del Giornale di Brescia del 9 dicembre 1947
Il racconto dell'apparizione sulla prima pagina del Giornale di Brescia del 9 dicembre 1947

Alcuni anni fa abbiamo intervistato Ugo Seneci, che a 5 anni era quel bambino nel Duomo di Montichiari. «Vidi la luce e tornai a camminare», ci ha raccontato; era stato colpito dalla poliomielite quando aveva 13 mesi. Seneci ci aveva spiegato che lui era «obbligato a credere perché protagonista di un fatto che non può essere spiegato, che la scienza non può spiegare». Un miracolo.

Da allora sono passati quasi ottant’anni, decenni durante i quali Pierina Gilli – e poi le Fontanelle (luogo di successive presunte apparizioni) – è stata al centro di vivaci polemiche, di un vero e proprio ostracismo fino al cambio di passo degli ultimi vent’anni. Rivediamo le tappe di questa, per molti versi incredibile, storia.

La storia incredibile delle Fontanelle

«Le Fontanelle di Montichiari non diventeranno come Lourdes» titolava il 29 novembre 1984 il Giornale di Brescia. La storia sta dimostrando che le cose possono cambiare completamente rotta. Fino al 2001 il culto mariano nella zona delle Fontanelle si sviluppa in modo autonomo, osteggiato, come abbiamo raccontato, dalla Chiesa; alcuni laici fondano anche due associazioni civili, poi accorpate in una sola.

Il complesso delle Fontanelle a Montichiari
Il complesso delle Fontanelle a Montichiari

A partire dal 2001 i Vescovi di Brescia iniziano a riconoscere pubblicamente il culto in quei luoghi e lo disciplinano con appositi Direttori, autorizzando la presenza alla Fontanelle di sacerdoti diocesani per le celebrazioni. Nel 2013 il vescovo Luciano Monari prende alcune importanti decisioni a seguito di una lettera della Congregazione per la dottrina della fede sulla questione Fontanelle, il Vaticano con una lettera del 2012 invita il pastore della Chiesa bresciana a gestire il fenomeno in tutta la sua complessità, ovvero sul piano pastorale, culturale e disciplinare.

Il nuovo percorso

Nel luglio del 2013 il Vescovo emana quindi un nuovo Direttorio per il Culto e affida a mons. Marco Alba l’ufficio di delegato vescovile per il culto mariano. Nel novembre 2013 mons. Alba viene incaricato di avviare un percorso di revisione dell’unico processo canonico che si è svolto in diocesi nel 1948 nei confronti di Pierina Gilli; gli atti istruttori sono conservati nell’archivio segreto della Cancelleria, sono stati riordinati e catalogati da mons. Giulio Sembeni su incarico del vescovo Sanguineti.

Proprio mons. Sanguineti, pastore della Chiesa bresciana dal 1998 al 2007, preso atto del crescente coinvolgimento di migliaia di fedeli devoti al culto di Rosa Mistica e sentito il parere favorevole della Congregazione per il culto divino, decise di intervenire pubblicamente, appunto, il 5 maggio 2001, cambiando per la prima volta direzione rispetto ai suoi predecessori e approvando un apposito Direttorio emanato dall’Ufficio liturgico diocesano. Mons. Luciano Monari, vescovo dal 2007 al 2017, confermò l’approvazione del culto mariano e fece ulteriori, fondamentali, passi avanti.

Momento storico

Fin dal suo arrivo in Diocesi il vescovo Pierantonio Tremolada ha proseguito lungo la strada intrapresa dai suoi due predecessori. E proprio mons. Tremolada il 7 dicembre 2019 ha celebrato la nascita ufficiale del Santuario diocesano Maria Rosa Mistica - Madre della Chiesa. Un momento storico per la Chiesa bresciana, impensabile fino a qualche decennio fa, quando le Fontanelle quasi neppure si potevano nominare, relegate (su precise indicazioni della Chiesa bresciana attraverso i suoi vescovi) a folklore da non considerare.

Il vescovo Pierantonio Tremolada alle Fontanelle
Il vescovo Pierantonio Tremolada alle Fontanelle

Ma nel tempo la fama di Pierina Gilli ha continuato a crescere, arrivando un po’ ovunque nel mondo. Il vescovo celebrando la nascita del Santuario ha sottolineato che le Fontanelle sono il trionfo della devozione popolare, in quei luoghi si percepisce «la potenza della fede». Gli studi. Anche per Pierina Gilli, grazie soprattutto agli studi appassionati e precisi di mons. Alba (già cancelliere diocesano e oggi rettore del Santuario delle Fontanelle), si è aperta una fase nuova.

Il processo sommario

Mons. Alba lo ha sempre sottolineato con forza: «Pierina ha subìto un processo sommario e lacunoso», la presunta veggente era infatti «una donna umile, equilibrata e sana di mente». Dal punto di vista storico, terminati i lavori della Commissione d’indagine nel mese di aprile del 1949 non vennero mai più avviate successive indagini, sebbene solo due mesi un nuovo fatto di rilievo fosse stato segnalato alla Curia, ovvero il ritrovamento di un’ostia insanguinata sotto un banco del Duomo di Montichiari nel giugno del 1949.

Il Vescovo Pierantonio Tremolada alla cerimonia di proclamazione ufficiale del Santuario nel 2019 - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Il Vescovo Pierantonio Tremolada alla cerimonia di proclamazione ufficiale del Santuario nel 2019 - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Mons. Alba precisa che tutti i successivi interventi restrittivi dell’autorità ecclesiastica (i vescovi Tredici, Morstabilini e Foresti) «si fondano sempre sull’esito negativo, costantemente considerato come assodato e sicuro, delle conclusioni di questa prima ed unica Commissione di indagine nominata nel 1947».

Il pregiudizio

Quella Commissione aveva definito Pierina come una donna «dalla personalità isterica, con mentalità psicogena, intossicata da sostanze stupefacenti in modo cronico, in preda a stati allucinatori, tendente alla menzogna e alla mistificazione, al fine di coltivare meri interessi di natura commerciale».

Pierina Gilli ritratta da Luca Ghidinelli
Pierina Gilli ritratta da Luca Ghidinelli

Ovvio che su questo si basasse il pregiudizio nei confronti della veggente, mons. Vigilio Mario Olmi, già vescovo ausiliare (e prima ancora abate di Montichiari, dettaglio da non sottovalutare), per decenni tra i più convinti oppositori di Pierina Gilli e delle Fontanelle. Ma nuovi studi e valutazioni hanno completamente ribaltato quei giudizi.

I nuovi studi

I nuovi studiosi incaricati dalla Diocesi nel 2016 hanno consegnato un dossier nel quale, dopo attente analisi medico-scientifiche, si traggono conclusioni che vanno in senso opposto a quelle dell’indagine diocesana avviata nel 1947. I nuovi studiosi hanno definito Pierina «normale, umile, non istrionica, ben orientata nel tempo e nello spazio», le presunte apparizioni «non sono l’effetto di un trauma o di una condizione morbosa ma sono, al contrario, la dimostrazione della capacità di resilienza (cioè di resistenza al dolore) di Pierina».

Il santuario mariano di Maria Rosa Mistica fu costruito nel 1966
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Il santuario mariano di Maria Rosa Mistica fu costruito nel 1966 e riconosciuto nel 2019

Per quanto riguarda l’assunzione di farmaci, «non vi è nessuna correlazione tra assunzione di Simesalgina (il farmaco somministrato dal giugno al settembre 1947) e le apparizioni». E non è finita, nel giugno del 2018, su consiglio della Congregazione per la dottrina della fede, viene avviata una fase diocesana di studio dell’intero corpus dei messaggi contenuto nei diari di Pierina. Il primo approfondimento è stato affidato al mariologo padre Gian Matteo Roggio, docente della Pontificia Facoltà teologica Marianum. La sua relazione, già consegnata dal vescovo al Vaticano, «rivaluta nettamente il valore e l’intensità spirituale delle esperienze mistiche vissute da Pierina Gilli e pone importanti interrogativi quanto alla loro possibile qualifica come apparizioni alla luce del magistero ecclesiale».

La svolta dal Vaticano

A inizio luglio 2024 dal Vaticano è arrivata una svolta attesa (ma non scontata) nella lunghissima e tormentata storia delle Fontanelle, e appunto della presunta veggente da cui tutto prese il via. «Il Dicastero per la Dottrina della Fede non ha trovato nei messaggi diffusi da Pierina Gilli elementi che contraddicono direttamente l’insegnamento della Chiesa cattolica sulla fede e la morale», così scrive il Prefetto, il cardinale Victor Manuel Fernandez. E ancora: «Gli scritti di Pierina esprimono un’umile e completa fiducia nell’azione materna di Maria ed è per questo che non troviamo in lei atteggiamenti di vanagloria, di autosufficienza o di vanità, ma piuttosto la consapevolezza di essere stata gratuitamente benedetta dalla vicinanza della bella Signora, la mistica Rosa».

Piazza San Pietro in Vaticano
Piazza San Pietro in Vaticano

Nella lettera inviata al vescovo Pierantonio Tremolada è anche precisato: «Tuttavia, quando si offre questa proposta agli altri, bisogna evitare di presentarla come se fosse il nucleo, il centro o la sintesi del Vangelo, che non può che essere la carità, come ricorda in più parti il Nuovo Testamento». La presa di posizione dell’ex Sant’Uffizio è certamente uno snodo fondamentale anche nel percorso che porterà alla costruzione del nuovo santuario delle Fontanelle, progetto a cui la Diocesi tiene particolarmente, ma che ha ricevuto anche vivaci critiche da Montichiari (compreso l’abate) e non solo.

La vita di Pierina

Pierina Gilli, la monteclarense protagonista della vicenda
Pierina Gilli, la monteclarense protagonista della vicenda

Pierina Gilli nasce a Montichiari il 3 agosto 1911, prima di nove figli, da una modesta famiglia contadina, povera di mezzi ma ricca di fede. È cresciuta dedita alla famiglia, al lavoro e alla preghiera, sopportando pazientemente i disagi dovuti alla povertà materiale e alla salute cagionevole. Pur avendo ben presto maturato un desiderio di consacrazione al Signore nella vita religiosa tra le Ancelle della Carità, fondate a Brescia da Santa Maria Crocifissa di Rosa, non poté mai realizzarlo per i continui rinvii che malattie improvvise e gravi incomprensioni le procurarono. Attorno ai trent’anni Pierina improvvisamente diviene protagonista di intense esperienze spirituali legate alla devozione di Maria Rosa Mistica.

L’apparizione

Nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1946, al culmine di una gravissima malattia, Pierina dichiara che le sarebbe apparsa Santa Maria Crocifissa di Rosa, invitandola a volgere lo sguardo in un punto della camera: «Allora io vidi una bellissima Signora come trasparente vestita di viola con un velo bianco che le scendeva dalla testa ai piedi, teneva le braccia aperte e vedevo tre spade confitte nel petto in corrispondenza del cuore».

Il 17 aprile 1966, Domenica in Albis, la Vergine sarebbe apparsa a Pierina in località Fontanelle tra i campi ubertosi del comune di Montichiari, presso l’antica fonte detta di San Giorgio, e avrebbe invitato tutti gli ammalati a recarsi alla fonte miracolosa, per chiedere misericordia e consolazione. Il successivo 13 maggio 1966 la Madonna avrebbe chiesto che la sorgente venisse chiamata «Fonte di Grazia» e che venisse edificata una vasca adatta ad accogliere tutti i suoi figli, soprattutto quelli ammalati.

Nel 1990, aggravandosi la malattia, è stata costretta su una carrozzella e solo allora ha smesso di visitare e confortare i malati; il 12 gennaio 1991 termina la sua vita terrena. Il funerale è stato celebrato alla presenza di una grande folla di fedeli ed amici che l’hanno accompagnata alla sepoltura nel Cimitero cittadino della sua Montichiari.

La tomba di Pierina Gilli a Montichiari
La tomba di Pierina Gilli a Montichiari

Il fatto inspiegabile

Obbligato alla fede perché protagonista di un fatto che non può essere spiegato, che la scienza non può spiegare. A tredici mesi la poliomielite lo ha paralizzato atrofizzandogli i muscoli delle gambe, si trascinava a gattoni con dei pezzi di cartone sotto le ginocchia. A cinque anni, nel Duomo di Montichiari, ha visto una luce ed ha ripreso a camminare, istantaneamente. Quelle gambette magrissime, contro ogni logica, sono tornate a sostenerlo.

Ugo Seneci, classe 1942, lumezzanese, è il protagonista del presunto miracolo del 1947. «Ho ricevuto un miracolo dalla Madonna, la serenità interiore e nell’affrontare la vita è per me obbligatoria» ci aveva detto. La Chiesa non ha mai riconosciuto la sua guarigione ufficialmente come miracolo.

L’8 dicembre 1947

Ma la vita di Ugo Seneci è completamente cambiata l’8 dicembre del 1947. La maggior parte dei dettagli di quel giorno sono scolpiti nella sua mente, lui non riesce però a ricordare né il viaggio di andata, né quello di ritorno: «Non ho idea di come sia arrivato a Montichiari e poi tornato a casa, ricordo solo che ad accompagnarmi c’era mio papà». All’origine di quella trasferta, per i tempi non certo poca cosa, c’era stata la segnalazione di un parente che faceva il curato proprio a Montichiari. «C’è qui una veggente - dice loro il sacerdote -, tale Pierina Gilli, racconta che la Madonna le ha detto che apparirà nel Duomo l’8 dicembre, prova a portare Ugo, magari arriva una grazia».

Le suore pregano alla statua della Madonna delle tre rose
Le suore pregano alla statua della Madonna delle tre rose

La disperazione nel vedere quel piccolo paralizzato è tanta, la famiglia pensa che un tentativo lo si possa fare. Il raziocinio fa certo loro pensare che non ci possano essere speranze, ma si decide comunque di partire. Il lungo viaggio. Arrivati a Montichiari si trovano di fronte a una folla immensa, la fama della Gilli si era già sparsa in tutto il nord Italia: c’erano persone da Padova, da Belluno, da Bologna. «Era una giornata molto nuvolosa – ricorda Ugo Seneci – tutta quella gente creava uno stordimento generale».

Lui e il padre Remigio riescono a entrare in chiesa. C’è grande attesa. Il piccolo Ugo si siede in braccio a una signora. Durante la celebrazione all’improvviso vede in alto una luce, una luce molto potente. «Vedendo quel bagliore - racconta - mi sono alzato e ho iniziato a camminare, l’ho fatto in modo naturale e spontaneo, come se lo avessi sempre fatto». Una signora vestita di nero gli va incontro e lo abbraccia: è Pierina Gilli.

L’ultimo incontro

«Non la conoscevo – ci ha raccontato Ugo – e nemmeno lei mi aveva mai visto». Le cronache di quel tempo, che il Giornale di Brescia riportò in prima pagina, raccontano che il bambino disse di aver visto «la Madonna vestiva di bianco, aveva ai piedi tre rose gialle, e stava in una nicchia: non poteva scendere, se no sarebbe caduta».

La casa di Pierina a Montichiari
La casa di Pierina a Montichiari

«Di certo ricordo che arrivarono i carabinieri e mi accompagnarono fuori – ha detto Ugo -, soprattutto ero molto frastornato, solo nei giorni successivi mi sono reso pienamente conto di cosa fosse accaduto». I giorni successivi non furono certo facili. Il cugino prete fu allontanato, il loro parroco lumezzanese entrò in conflitto con la mamma, accusata di aver fatto curare segretamente il bambino. Arrivarono delegati dal Vaticano per verificare di persona. Al piccolo Ugo interessava solo di essere tornato a camminare, e così è stato per gli anni a venire.

Delle vicende delle Fontanelle Ugo non si è mai interessato. Nel 1991 gli arriva però notizia che Pierina Gilli sta molto male, con la moglie decide quindi di andare a vederla per un’ultima volta. La donna è ormai bloccata a letto, centinaia di persone passano da casa sua in una processione continua, la si poteva vedere soltanto da una finestrella.

Quando Ugo Seneci si affaccia lei lo indica e gli fa segno di entrare: nonostante non si fossero mai più rivisti, Pierina lo aveva riconosciuto.

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