Cent’anni fa nasceva Castrezzati, simbolo dell’antifascismo bresciano

Il 21 aprile 1926 nasceva a Cellatica Franco Castrezzati, figura chiave della Cisl, anima del sindacalismo metalmeccanico bresciano e simbolo dell’antifascismo in città. Scomparso il 14 ottobre 2025, Castrezzati avrebbe compiuto oggi 100 anni.
Il suo nome è indissolubilmente legato alla memoria collettiva di Brescia perché era lui che stava parlando in Piazza Loggia nella manifestazione sindacale del 28 maggio 1974 quando esplose la bomba piazzata dagli eversori neofascisti. Ma la storia di Franco Castrezzati non può essere racchiusa unicamente in quel tragico giorno.
Come aveva ricordato la sindaca Laura Castelletti, rendendo omaggio alla figura del sindacalista, Castrezzati «ha vissuto sulla propria pelle l’orrore del fascismo. Imprigionato e perseguitato durante la Repubblica di Salò, non si è piegato e ha continuato la sua lotta».
I lavori forzati
Cercò di sottrarsi alla chiamata alle armi del fascismo, ma in un rastrellamento gli trovarono in tasca dei volantini antifascisti e lo portarono in carcere. «Sono stato interrogato e picchiato ma essendo minorenne mi salvai – spiegò –, i compagni più grandi che erano con me furono fucilati».
Destinato ai lavori forzati, venne accusato di tradimento e successivamente rinchiuso in un campo di concentramento a Verona. Fu durante uno dei trasporti verso il Terzo Reich che, insieme ad altri prigionieri, riuscì a sradicare le assi del vagone e a gettarsi dal treno in corsa, guadagnando la libertà e unendosi ai partigiani delle Fiamme Verdi in Valle Camonica.
Simbolo della resistenza
Il destino lo portò, trent’anni dopo, su quel palco in Piazza Loggia e in quel frangente drammatico del 28 maggio 1974. La sua voce, riprendendo ancora le parole della sindaca Castelletti, «è diventata simbolo della resistenza civile alla violenza, del coraggio di chi non si lascia intimidire dal terrore. Per cinquant’anni quella voce interrotta ha continuato a parlarci, a ricordarci che la democrazia si difende ogni giorno, che l’antifascismo non è una parola del passato, ma un impegno del presente».
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