Il Badalisc, mostro sincero che vive nei boschi di Andrista di Cevo

Protagonista della vigilia dell’Epifania in Valle Camonica, il personaggio del folclore locale ogni anno viene stanato per il suo Discorso. Un monologo senza filtri, che usa i pettegolezzi per fustigare i poteri forti
Il Badalisc nel bosco visto da ChatGPT
Il Badalisc nel bosco visto da ChatGPT
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Brutto è brutto, ma non fa davvero paura. Neppure ai bambini di Andrista, minuscola frazione di Cevo in Valle Camonica, che il giorno prima della battuta di caccia ufficiale cercano di andare a stanarlo a suon di scampanellate al limitare del bosco. Il Badalisc, protagonista indiscusso dell’Epifania camuna (del 5 e del 6 gennaio, ad essere precisi), è un grosso mostro peloso che a breve sarà protagonista anche di un film d’animazione, firmato dal regista italo-americano Lino DiSalvo. Per due giorni è al centro della festa che ha nella lettura del suo Discorso il momento clou.

Una tradizione che, non a caso, affonda le sue radici in Valcamonica, terra di riti unici e affascinanti.

Le origini del Badalisc

Il Badalisc è una maschera folcloristica che ha molti elementi in comune con altre figure carnevalsche simili in Trentino-Alto Adige e Valtellina, come gli Schnappviecher e i Krampus. Vivono nascosti nei boschi, sono spaventosi e avvolti dal mistero e tutti sono protagonisti di riti catartici e di purificazione che negli anni hanno assunto anche le sfumature della festa.

Da dove venga il Badalisc è difficile stabilirlo, perché si tratta di una tradizione tramandata oralmente di generazione in generazione. Non deve trarre in inganno l’assonanza con «basilisco», che è un serpente mitologico che si narra abbia il potere di uccidere e pietrificare chi osa guardarlo negli occhi.

Ad Andrista di Cevo, secondo le testimonianze raccolte dallo studioso Luca Giarelli, il rito è diffuso da almeno un secolo. Nel Fondo Andrista – archivio cartaceo e multimediale custodito dall’associazione «Il Badalisc» – sono conservate alcune fotografie storiche che risalgono agli anni ’50 o ’60 del Novecento, ma secondo chi vive in paese «i nostri antenati lo hanno sentito dai loro antenati: è come se fosse sempre esistito».

Una veduta di Andrista di Cevo
Una veduta di Andrista di Cevo

Esiste persino nel capoluogo, Cevo, quello che in molti definiscono «un’imitazione mal riuscita»: si chiama Basalisk ed è una maschera che, secondo Giancorrado Barozzi e Mario Vanini (autori dell’«Atlante Demologico Lombardo»), dimostrerebbe che la tradizione un tempo era diffusa in tutta la Valsaviore.

Quel che è certo è che il Badalisc ha cambiato un po’ abitudine e costume, ma riesce ogni anno a radunare decine di curiosi. Ben più dei cento abitanti del piccolo borgo, che sorge su una terrazza naturale che domina la Valle Camonica media inferiore ed è fatto di due sole vie.

Come è fatto il Badalisc

Alto due metri, peloso e possente, il Badalisc non ha le braccia e cammina in posizione eretta. L’enorme testa – ricoperta di un manto di capra bianco e marrone – è sormontata da un paio di corna bovine, gli occhi (un tempo enormi dischi di legno) sono faretti luminosi e fiammeggianti, e nella grande bocca rossa oltre alla lingua ha solo quattro denti. È muto e non emette nessun verso: l’unico suono che lo caratterizza è lo schioccare della mascella (causato dal figurante che azione l’apposita leva). Il costume in tessuto grigio copre il corpo del figurante fino ai polpacci, lasciando spuntare gli stivali ricoperti di pelo.

Cosa ricorda? Difficile dirlo, è un misto tra una capra, un serpente, un gufo e una lince. L’abito attualmente in uso, spiega Giarelli in «Carnevali e folclore delle Alpi» (LOntànoVerde, 2012) è stato confezionato a metà anni Settanta da Alfredo Sibilia, partendo da un campione già esistente.

Come funziona oggi la festa

La sera del 5 gennaio, alla vigilia dell’Epifania – periodo di riti di passaggio e propiziatori per il nuovo anno – ospita la cattura del Badalisc. Per stanarlo dal bosco i giovani del paese vestiti da cacciatori suonano le taccole, i sonagli tradizionali, e urlano finché la bestia esce allo scoperto e viene acchiappata. Anche grazie all’aiuto della «signorina», un uomo vestito da donna, che cerca di sedurre il mostro.

Inizia dunque un corteo per le vie di Andrista, in cui sono coinvolti altri personaggi in maschera. Si tratta degli spazzavia (due uomini che con scopa e secchiello aprono la processione e lavano la strada), poi il vecchio e la vecchia (detti anche nonno e nonna), la signorina e infine il Badalisc trascinato dal domatore, che lo tiene legato con una corda. Raggiunta la zona dell’antica chiesa di Nazario e Celso, entra in scena il portavoce: sarà lui a leggere il discorso del Badalisc, il monologo scritto su un foglio che un tempo veniva chiamato ’Ntifunade (antifone, da qui anche l’espressione «Hai capito l’antifona?»).

Cosa contiene il discorso? Pettegolezzi, commenti sarcastici, stilettate ai politici locali. Il Badalisc svela ad Andrista i segreti dei suoi abitanti senza nominarli direttamente ma con appuntite allusioni, fustiga i poteri forti con coraggio: una specie di Lady Whistledown (la protagonista della serie tv di Netlfix «Bridgerton» ambientata nei salotti inglesi dell’800) ma in ruspante salsa camuna.

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Andrista, il discorso del Badalisc del 2025

Finito il momento goliardico, inizia la festa: cena a base di pietanze locali e il costume del mostro esposto fino al giorno dopo. La sera seguente, il 6 gennaio, si fa inoltre la «Polenta del Badalisc»: i bambini del paese bussano alle porte per farsi dare da ogni famiglia un pugno di farina. Unite le varie questue, si cucina un’unica polenta per sfamare tutti gli abitanti.

E in passato?

Il Badalisc oggi ispira risate e simpatia, ma non sempre è stato così. La Chiesa un tempo vedeva con diffidenza la tradizione della sua caccia, e soprattutto del suo discorso, come un rito pagano e offensivo. Alla messa dell’Epifania i sacerdoti si rifiutavano di dare la comunione a coloro che, la sera prima, avevano partecipato ai festeggiamenti. Forse perché un tempo la notte tra il 5 e il 6 gennaio era ancor più irriverente e vivace: si consumava tra le osterie, bevendo vino e mangiando lumache e facendo incornare dal Badalisc chi doveva pagare il conto.

Al cinema

Il Badalisc in Twisted
Il Badalisc in Twisted

Oltre alla valorizzazione della tradizione, oggi nelle mani di un gruppo di giovani che ogni anno si prendono cura della rievocazione, il tema che affascina del Badalisc è anche la sua futuribile fama cinematografica.

Da anni, infatti, il regista italoamericano Lino DiSalvo (già noto per essere stato direttore dell’animazione in «Frozen») è al lavoro per la realizzazione di «Twisted», il lungometraggio dedicato al personaggio di fantasia made in Brescia e prodotto da Mediawan Kids & Family.

  • La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc
    La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc - Emmanuel Montini (pagina Instagram Valle Camonica cultura)
  • La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc
    La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc - Emmanuel Montini (pagina Instagram Valle Camonica cultura)
  • La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc
    La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc - Emmanuel Montini (pagina Instagram Valle Camonica cultura)
  • La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc
    La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc - Emmanuel Montini (pagina Instagram Valle Camonica cultura)
  • La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc
    La visita del regista Lino DiSalvo ad Andrista per conoscere il Badalisc - Emmanuel Montini (pagina Instagram Valle Camonica cultura)

Lo scorso aprile DiSalvo ha visitato Andrista di Cevo per scoprire i luoghi del Badalisc: accolto con entusiasmo dalla popolazione, si è detto rapito dalla magia, dai costumi, dalla partecipazione a questa tradizione folcloristica. «Il calore, l’orgoglio e questi riti incredibili hanno reso questo viaggio indimenticabile: grazie Andrista, porterò il vostro spirito con me finché Twisted prenderà vita».

Il film sarà, anticipa Variety, «una storia di formazione fantasy ambientata in Italia, che segue le avventure di una ragazzina che si allea con una bestia che dice sempre la verità per salvare il suo paese natale da una maledizione malvagia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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