Storie

In apnea ai Tropici e nel Sebino: «Sott’acqua c’è un mondo da proteggere»

La freediver bresciana Camilla Salghetti riscopre il lago d’Iseo dopo anni di immersioni in giro per il mondo: «È molto più vivo di quanto pensassi». Tra fauna, pneumatici abbandonati e il sogno di un museo subacqueo che unisca arte e tutela dell’ambiente
Alessia Tagliabue
Camilla Salghetti nuota con le orche - Foto Camilla Salghetti
Camilla Salghetti nuota con le orche - Foto Camilla Salghetti

Le immagini di una famiglia di siluri che nuota agile tra le alghe vicino al porticciolo dell’Ans di Sulzano si alternano a quelle verdognole di un cimitero di pneumatici sul fondale, registrate invece in un altro punto del Sebino: è questa dicotomia un po’ stridente tra vita animale e intervento umano che costituisce parte delle immagini subacquee raccolte nelle ultime settimane da Camilla Salghetti. Un’esplorazione lacustre che per la 35enne bresciana – free diver tra le tante altre cose – dura da un decennio ed è «una continua sorpresa: è il primo agosto della mia vita che passo sul Lago d’Iseo, e sto scoprendo un mondo che non mi aspettavo».

«Un amore folle»

Nata a Brescia e con un passato nel nuoto agonistico, l’amore tra Salghetti e l’acqua è stato precoce. «Ad un anno e mezzo mi hanno messo in una piscina – ricorda –: da lì ha avuto tutto inizio. Quando gareggiavo io di apnea si parlava poco: a volte facevamo delle vasche complete senza emergere come allenamento, ma non ci approcciavamo alla disciplina. Poi, quando mi sono allontanata dall’agonismo per un infortunio, ho deciso di lanciarmi». Prima sul Lago di Como, dove ha frequentato il primo corso, e poi, ottenute le certificazioni del caso, in giro per il mondo tra Indonesia, Maldive, Bahamas, Messico, Dahab.

«Ho sempre amato viaggiare, ma più cresceva questa passione più i miei itinerari hanno iniziato a cambiare, spostandosi dalle città al mare. È diventato un amore folle». Tra i luoghi del cuore? Ibiza. «Nella parte selvaggia, opposta a quella dei locali e delle discoteche: ci torno spesso, nuoto tra i barracuda e le ricciole. Anche il Mediterraneo ha ancora punti incontaminati». L’apnea per Salghetti è il raggiungimento del fortissimo equilibrio tra «la massima concentrazione ed il massimo rilassamento – spiega –. Devi conoscere il tuo corpo, controllarlo, e raggiungere una tranquillità che ti permetta, ad esempio, di immergerti anche con gli animali».

Nel lago d’Iseo

Tra i compagni d’immersione di Salghetti ci sono orche, squali, barriere coralline, alghe, leoni marini e balene. Ma da qualche settimana anche i fondali del lago di casa. «Devo ringraziare Daniele, il mio compagno – ammette –: è lui che mi porta in barca a scoprire punti del Sebino che non mi aspettavo. Sono sette anni che ho casa qua a Sulzano, ma per me è sempre stato un luogo di passaggio tra un viaggio e un altro, mai avrei pensato di immergermi. Invece voglio dedicare questo agosto a riscoprirlo».

Tra la fauna locale e la sorpresa di scoprire acque chiare e punti di immersione nuovi, però, c’è anche il rammarico di un intervento umano sempre presente. «Pensavo di trovare un lago quasi morto, invece è molto vivo. Quello che colpisce è quanto l'intervento dell'uomo sia ancora visibile. Credo sia necessario esportare una cultura della cura anche nei confronti delle acque interne, puntando ad un concetto di pesca organizzata di cui beneficerebbero sia la fauna che i pescatori e gli abitanti del lago. Negli anni il turismo è aumentato tanto, ma di pari passo dev’esserci anche una maggiore sensibilizzazione. Si tratta di zone che beneficiano di pesca e turismo, e che devono salvaguardare il loro territorio».

I fondali del Sebino - Foto Camilla Salghetti
I fondali del Sebino - Foto Camilla Salghetti

Arte e ambiente

Un tema molto caro alla nuotatrice, che divide il suo cuore ed il suo tempo tra l’acqua e l’arte. «Il mio lavoro è quello di vendita ed acquisto di design: la mia attività si fonde con i viaggi e con progetti che puntano a portare le opere in mare». Tra questi c’è «La casa dei pesci», un progetto nato in Toscana e che ha portato sott’acqua statue in marmo che diventano sia opere d’arte visitabili dai sub che una forma di protezione per i fondali e un rifugio per la fauna marina.

Usare l’arte come strumento di sensibilizzazione ambientale, secondo Salghetti, è un obiettivo che potrebbe porsi anche il Sebino. «Realizzare qui qualcosa di simile sarebbe un sogno: un museo aperto che unisca la natura, l’uomo e l’arte. Qua sotto c’è un patrimonio bellissimo: quando ho mostrato ai miei genitori le foto delle alghe del lago credevano fossero vecchi scatti della Barriera Corallina. Mi piacerebbe portare un progetto che punti alla conservazione, e che superi la paura spesso immotivata che la gente ha di immergersi qua».

Nel lago d'Iseo - Foto Camilla Salghetti
Nel lago d'Iseo - Foto Camilla Salghetti

Il lavoro di scoperta e di cura del patrimonio naturalistico che il mondo ha da offrirci, quindi, non si ferma. «Ho la fortuna di poter vivere grazie alle mie due passioni, e di essere in grado di farlo in ogni parte del mondo. I social aiutano, ma non mi definisco un’influencer: spero solo che il mio profilo crei sensibilizzazione e che chi mi segue capisca che né mare né lago sono nostri nemici, ma che siamo sempre ospiti quando ci immergiamo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA