Ambiente

Com’è che il pesce siluro è diventato un problema per fiumi e laghi

È presente in tutti i laghi e i fiumi lombardi, ma gli effetti della sua presenza dannosa si fanno sentire di più sul lago d’Iseo e lungo il fiume Oglio, soprattutto tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate
Giovanna Zenti

Giovanna Zenti

Giornalista

Un esemplare di pesce siluro
Un esemplare di pesce siluro

C’è un particolare periodo dell’anno, che coincide con la fine della primavera e l’inizio dell’estate, in cui il problema viene letteralmente a galla. È il periodo in cui sardine e coregoni, ma anche altre specie del lago d’Iseo, sono in frega: per deporre le uova si avvicinano alle rive in massa, dove ad aspettarli trovano i pesci siluro, che senza troppo sforzo soddisfano il loro bisogno di cibo.

La conseguenza è che la fauna ittica autoctona «scompare o si riduce drasticamente» e si alterano «equilibri ecologici consolidati da millenni». L’analisi, pubblicata sul portale delle Torbiere del Sebino, è a cura di Graia, società di Varese che si occupa dello studio e del monitoraggio delle acque dolci, prevalentemente nel Nord Italia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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