C’è un particolare periodo dell’anno, che coincide con la fine della primavera e l’inizio dell’estate, in cui il problema viene letteralmente a galla. È il periodo in cui sardine e coregoni, ma anche altre specie del lago d’Iseo, sono in frega: per deporre le uova si avvicinano alle rive in massa, dove ad aspettarli trovano i pesci siluro, che senza troppo sforzo soddisfano il loro bisogno di cibo.
La conseguenza è che la fauna ittica autoctona «scompare o si riduce drasticamente» e si alterano «equilibri ecologici consolidati da millenni». L’analisi, pubblicata sul portale delle Torbiere del Sebino, è a cura di Graia, società di Varese che si occupa dello studio e del monitoraggio delle acque dolci, prevalentemente nel Nord Italia.




