Dodici punti in rimonta: nessuno fa meglio dell’Union Brescia

Brescia la Leonessa. Non soltanto a parole, o negli echi storici, ma pure nei fatti. L’Union non molla, combatte. La gara di Arzignano sta lì a dimostrarlo: gol incassato a freddo in avvio di ripresa, panchina cortissima, un attacco ingolfato per le tante assenze. Quasi una sentenza anticipata. E invece no: la rimonta è arrivata, di rabbia.
E con il contributo decisivo dei subentrati: Rizzo ha firmato l’1-1 meno di due minuti dopo l’ingresso in campo, Vesentini ha servito l’assist di testa a Boci per il raddoppio.
Il dato
È frutto di una mentalità che già c’era, uno dei lasciti di Diana. Il Brescia ha messo insieme dodici punti da situazioni di svantaggio: nessuno ha fatto meglio nel girone A di serie C. Nove sono arrivati sotto la precedente gestione. In Veneto l’Union ha vinto la sua terza partita in campionato dopo essersi ritrovata a rincorrere. Era accaduto anche a fine ottobre, in casa con l’AlbinoLeffe, e all’alba del campionato con il Renate (1-3).
Con Cittadella, Vicenza e Novara i biancazzurri avevano invece pareggiato dopo essere andati sotto. Un gruppo modellato su quella forma mentis da un allenatore che, ironia del destino, aveva pagato con l’esonero proprio l’apatia della sua squadra dopo il gol incassato nel derby col Lumezzane (uno dei tre ko di questa serie insieme a quelli con Alcione e Arzignano, all’andata).
La ripartenza
Ora Corini sta piano piano riannodando quel filo, scavando nell’anima dei suoi giocatori. Ricordate le sue primissime parole in conferenza a metà dicembre? «Serve controllo emotivo», aveva detto con tono fermo. Non farsi trascinare dagli episodi, ma dominarli. Restare sempre ben avvinghiati alla partita.
Concetti che evidentemente sono rimbombati all’interno di tutti. Domenica è arrivata la prima vittoria in rimonta, ma il filo che lega davvero le prime tre gare di Corini è proprio questo: dentro le difficoltà del momento, non c’è stato un istante in cui la presenza mentale di tutto il gruppo abbia vacillato. È stato uno degli effetti più immediati del suo impatto.

Oltre il 90’
Altro dato interessante, che pur non rifacendosi direttamente all’ultima gara rafforza comunque il concetto: nell’intero girone del Brescia sono stati segnati 32 gol dopo il novantesimo. L’Union, da sola, ne ha realizzati nove. Poco più di un terzo.
Eugenio ha piegato così Dolomiti Bellunesi e Inter Under 23. Con l’Arzignano ha anticipato leggermente, firmando il sorpasso all’86’. Ma la sostanza resta la stessa. Il Brescia ha ritrovato l’anima pugnace che per un po’, tra novembre e inizio dicembre, sembrava aver smarrito. È il presupposto fondamentale per immaginare un girone di ritorno con meno curve e più rettilinei.
Altri elementi
Servirà chiaramente anche dell’altro: più lucidità nelle scelte, ad esempio. Non è un caso che Corini abbia invocato «maggiore incisività» dopo l’Arzignano. Fino al pareggio su palla inattiva la manovra si era sempre impantanata sulla trequarti, spesso a causa di giocate troppo frenetiche.
Pure lì Eugenio sa di poter intervenire. «Abbiamo le qualità per farlo», va ripetendo. Il resto lo faranno i rientri e il mercato. Nel frattempo il Brescia lotta e mostra un ghigno famelico. Già questa, in attesa che il lavoro di Corini si sedimenti anche tatticamente, è una gran bella notizia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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